Il Messaggero Umbria 17 luglio 2026

IL CASO

GUBBIO C’è un regolamento comunale molto rigoroso che fissa diritti e doveri. Ci sono le tariffe sull’occupazione del suolo pubblico per la sistemazione nelle aree stabilite di tavolini, arredi e insegne per questi mesi estivi. C’è chi paga regolarmente e chi invece non paga senza peraltro preoccuparsene nell’accumulare debiti. Ci sono le sanzioni amministrative per le inadempienze e c’è chi non corrisponde neanche quelle, sebbene impositive a termini di legge, avendo accumulato scoperti economici sostanziosi nei confronti del Comune che non sta riscuotendo.

Da palazzo Pretorio non vengono presi neppure provvedimenti, tra le crescenti reazioni polemiche e le segnalazioni a vari livelli di fronte alle evidenti disparità di trattamento. L’assessore al Commercio, Micaela Parlagreco, è stata chiamata a risponderne dal sindaco Vittorio Fiorucci, e non l’ha presa benissimo evidenziando come le norme prevedono che sia esclusivamente il sindaco a dover firmare le ordinanze di rimozione se, dopo ripetuti ultimatum, non vengono corrisposte le tasse e le eventuali sanzioni per inadempienza.

Lo stesso regolamento evidenzia chiaramente la mancata autorizzazione per i titolari di attività non in regola con il pagamento del dovuto per le casse comunali. Si stanno spazientendo i titolari degli esercizi in regola con i pagamenti e che conoscono certe situazioni tollerate senza alcuna conseguenza.

Le norme nazionali demandano al sindaco la competenza unica di firmare l’ordinanza di rimozione di quanto occupa il suolo pubblico, per esempio i tavolini, se non in regola con i pagamenti, come fatto presente più volte anche dal comando della polizia locale alla richiesta di chiarimenti che Fiorucci ha rivolto pure al segretario generale del Comune, Roberto Gamberucci.

Non risulta che il sindaco abbia firmato fin qui alcun provvedimento e questo finisce per tutelare gli inadempienti a scapito di chi invece onora gli impegni e corrisponde le tassazioni previste.

Massimo Boccucci