www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 16 luglio 2026

https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/primapagina_16_luglio_messaggero_podcast-9654655.html

di Massimo Boccucci

La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto l’archiviazione per Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale indagato per concorso in frode sportiva per le assegnazioni di arbitri in quattro partite, tra cui Torino-Inter della stagione alle spalle. Designazioni, stando all’ipotesi, legate al gradimento o meno da parte del club nerazzurro.

Dopo due anni d’indagine, i pubblici ministeri hanno concluso che non ci fu alcuna combine, anche se hanno mandato gli atti alla giustizia sportiva e alla Procura Generale del Coni per valutare eventuali illeciti. Trasmesso invece a Monza il capitolo d’inchiesta sulle cosiddette «bussate» alla sala Var di Lissone. 

Ora la palla passa alla giustizia sportiva, che dovrà stabilire se soprattutto le intercettazioni rivelano profili di illegittimità senza risvolti penali ma non consentite nella sfera della lealtà e correttezza che sono regole a sé, da rispettarsi al di là della frode o meno. Si ricorderà Calciopoli nel 2006 e anche quanto emerse successivamente sull’Inter, in quella storia salvata dalla prescrizione, come al tempo ebbe a dichiarare Beppe Marotta nel parlare di due pesi e due misure, ritrovandosi oggi sul fronte nerazzurro.

La Procura di Milano ha anche disposto l’archiviazione per la società Inter, che è stata iscritta di recente – lo si è saputo solo ieri – per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Nelle imputazioni per frode sportiva, che ora si chiede di archiviare, i magistrati hanno contestato all’allora designatore Rocchi di aver pilotato le assegnazioni di arbitri «in concorso con esponenti della società sportiva Inter» non individuati. 

La richiesta di archiviazione del filone relativo alla designazione degli arbitri avanzata dalla Procura milanese ricostruisce la «sussistenza storica dei singoli episodi d’interferenza ipotizzati», ma «non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine». Lo si legge nella nota del procuratore Marcello Viola, in cui si sottolinea che l’istanza di archiviare il caso «distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche».