www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 15 luglio 2026

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di Massimo Boccucci

La Spagna ritrova la finale del Mondiale a distanza di 16 anni, ricordando nel 2010 il trionfo delle Furie Rosse contro l’Olanda, e in queste ore aspetta di conoscere l’avversaria che uscirà dalla seconda semifinale Inghilterra-Argentina, in campo stasera alle 21, ora italiana, al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. Sapremo chi si sfiderà per il titolo iridato domenica, alle 21 italiane, al New York New Jersey Stadium di New York.

Le reti di Oyarzabal al 22’ su rigore, concesso per un fallo grossolanamente ingenuo di Digne su Yamal, e Pedro Porro al 58′ hanno piegato la Francia che, forte e autorevole fino a questo punto della competizione, è andata in tilt sull’episodio chiave, faticando poi a restare in partita per le difficoltà a fronteggiare il centrocampo della Roja.

Luis de la Fuente sta guidando una Nazionale che ha la sua identità e con quella ha avuto la meglio sui transalpini, proprio nel giorno che solennizzava la presa della Bastiglia, allungando la striscia positiva a 37 risultati consecutivi come l’Italia di Roberto Mancini.

L’Equipe non ha avuto pietà, esprimendo un durissimo «surclassati», con Didier Deschamps che chiude il ciclo aperto nel luglio 2012 e dopo la finalina per il terzo e quarto posto lascerà la panchina, come del resto aveva annunciato indipendentemente dal percorso. Potrebbe subentrargli Zinédine Zidane, che sta facendo una lunga anticamera pensando solo a quello.

Nella serata delle stelle, soprattutto quelle luminose di Rodri e Fabian Ruiz e quelle spente di Mbappé e Dembélé, la più spenta di tutte è stata quella del trentacinquenne scarso arbitro salvadoregno Barton, già entrato nella storia per essere stato il primo direttore di gara ad applicare la ridicola novità del regolamento con l’espulsione di un calciatore per essersi coperto la bocca (Almiron in Turchia-Paraguay nella fase a gironi).

Infine, meritano tutti i complimenti Stefano Bizzotto e Andrea Stramaccioni, mattatori di Rai Uno, eccellenti anche ieri sera, vincitori del Mondiale dei commentatori e che sul campo si sono meritati la finale che invece non commenteranno. Ma la meritocrazia, si sa, in Rai non c’è mai stata.