di Massimo Boccucci
Non c’era Flavio Cobolli, ma qualcuno al suo posto se ha lasciato malamente Wimbledon mancando la semifinale contro Arthur Fery, mezzo inglese, figlio di uno dei 400 più ricchi di Francia e di una madre ex tennista, che domenica prossima compirà 24 anni e da numero 114 del ranking Atp ha vinto a sorpresa in tre set 6-4 7-6 6-0.
Fery, ex Stanford University, è cresciuto a qualche passo da Wimbledon ma è nato nei pressi del Roland Garros. Aveva vinto quattro partite sull’erba fino a questo l’exploit. Cobolli è rimasto fuori dalla scena e neanche ha trovato stimoli vedendo la Regina Camilla in tribuna dotata di ventilatore portatile, che poco prima aveva assistito alla sconfitta di Jasmine Paolini.
Non c’era traccia del Flavio visto contro Alex De Minaur. Potrebbero aver avuto effetto le troppe energie spese, gli eccessi di tensione, poca grinta. A Melbourne, a gennaio, Frery l’aveva battuto al primo turno ma in quel caso il romano venne condizionato da una gastroenterite. Stavolta è stato tutto diverso.
Wimbledon ha salutato anche Jasmine Paolini che dopo un’ora e 9 minuti ha ceduto 6-3 6-2 all’ucraina Marta Kostyuk, probabilmente la giocatrice più in forma del circuito. Non c’è stata partita sul Centre Court.
Ora tutte le attenzioni vengono dirottate vero la supersemifinale, una vera finale anticipata, tra Jannik Sinner e Novak Djokovic che domani sul Centrale londinese se le daranno di santa ragione tra qualità purissima e colpi di classe, forza e mentalità. L’altra semifinale, sempre domani, sarà tra Frery e Zverev ma la storia non si scriverà in questo match.