di Massimo Boccucci
Partita tripla con il fischio d’inizio oggi quando il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giovanni Malagò, incontrerà a Roma il ministro dello Sport e le Politiche Giovanili, Andrea Abodi. Il primo tempo di questa lunga sfida, Malagò lo dedicherà a riannodare i fili con la politica, poi sa di dover pensare alla compattezza di un sistema squassato e depresso dal vertice alla base, quindi alle questioni tecniche legate alla scelta del nuovo commissario tecnico e di una guida per il Club Italia.
Non è un mistero che la politica avrebbe preferito il commissariamento, magari per riscrivere certe regole senza essere ostaggi di un corpo elettorale come le società che, come dimenticare, scelsero Gabriele Gravina con un plebiscito per poi ritrovarsi tra un fallimento e l’altro, in campo e fuori.
Malagò proverà a partire dagli Europei 2032 condivisi con la Turchia e anche discussi per le zero affinità con quel Paese, pieno di contraddizioni. Giocherà anche sulla prospettiva elettorale del 2027, provando a strappare qualcosa su temi delicatissimi come la tax credit e una modalità per recuperare i soldi del betting. Ci sono a ruota i due decreti della discordia, quello che viene chiamato “Dignità”, coi presidenti della Serie A che vorrebbero abolirlo per tornare a incassare le sponsorizzazioni delle scommesse, pur se poi hanno trovato l’escamotage al sito di sport legato al gestore, e l’altro denominato “Crescita”, che vorrebbero ripristinato per tornare a risparmiare sugli ingaggi degli stranieri.
La questione tecnica passa invece per tanti fattori, a cominciare dal budget che per il nuovo commissario tecnico sarà al ribasso. Dicono che Roberto Mancini, pur di tornare sulla panchina azzurra, non guarderebbe al suo già ricchissimo conto in banca. Questo, insieme al rapporto privilegiato con il neo presidente, lo rende favorito su Antonio Conte, che pure non farebbe una questione di soldi e sarebbe disponibile a parlarne. Sullo sfondo l’intenzione di Malago, così dicono, di proporre a Paolo Maldini l’incarico di direttore tecnico.
Abodi ha mandato un messaggio prima dell’incontro con Malagò: «Sarò felice di sorprendermi se lo stesso Consiglio Federale riuscirà a produrre risultati diversi rispetto al passato». Il ministro aspetta al varco un calcio che ha cambiato solo il presidente, mantenendo invariato gli stessi 16 eletti, più i presidenti delle 4 leghe.
C’è un’altra questione rovente, infine. Cosa fare degli arbitri, se commissariare o meno l’Aia. Nell’ordine del giorno del primo Consiglio Federale presieduto da Malagò e fissato per il 1° luglio, non ci sono provvedimenti per l’associazione dei direttori di gara. Se ne potrebbe parlare comunque, al di là dell’ordine del giorno. Gravina e il suo Consiglio Federale a maggio ritennero che l’Aia dovesse essere commissariata. Ora il Consiglio Federale è lo stesso e si vedrà come la pensa Malagò, tenuto conto che a inizio luglio di solito gli arbitri ufficializzano le proprie scelte con i designatori, vice, commissioni, presidenti dei Comitati regionali, Settore tecnico. Tutti ruoli chiave per l’aspetto tecnico e oltre.
Infine, in bocca al lupo all’Italia Under 19 guidata da Alberto Bollini, attesa dall’Europeo in Galles. Sono arrivate le parole d’incoraggiamento di Malagò, mentre svariati di questi ragazzi hanno appena affrontato l’esame di maturità. Domani la partenza, aspettando lunedì prossimo il debutto con la Serbia, con a seguire il 2 luglio la gara con la Croazia e il 5 con l’Ucraina. Le prime due del girone entrano in semifinale. Si ricorda con piacere il titolo europeo conquistato nel 2023 con lo stesso Bollini, a vent’anni di distanza dal precedente. Ben venga un sogno azzurro da trasformare in realtà.