di Massimo Boccucci
Ronaldo e Ronaldinho. Un pezzo di nome condiviso e due destini diversi, ma che fanno la storia. Partiamo dal fuoriclasse portoghese uscito prepotentemente sulla scena del Mondiale. Mancava solo Cristiano Ronaldo. Mica poteva starsene a guardare le celebrazioni di Messi e Mbappé, che sono partiti segnando a raffica. CR7 ha solo fatto passare la prima partita, perché alla seconda ha rifilato una doppietta l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro. Ha colpito la quarantanovesima nazionale in carriera: 145 gol in totale con la maglia del Portogallo a 41 anni, 4 mesi e 18 giorni. Il secondo marcatore più anziano della storia della Coppa del Mondo dopo il camerunese Roger Milla, in gol contro la Russia nel 1994, sempre in America.
Ronaldo è diventato il giocatore con più gol ai Mondiali della storia portoghese, 10 in 24 partite, superando Eusebio che è arrivato a 9. Ma soprattutto è diventato l’unico calciatore ad aver segnato in 6 edizioni diverse. Gli danno del “vecchio”, ma il fuoriclasse portoghese risponde sul campo e non si cura del dualismo con Leo Messi che riaffiora a ogni incrocio anche a distanza. Lui ha ricordato di conoscere a memoria il ritornello: quando le cose vanno bene Ronaldo è forte, quando vanno male invece è vecchio. «Ma io sono qui che faccio gol», ha fatto notare, spingendosi avanti: «Ricordatevi che io arrivo sempre, prima o dopo».
La sua stella brilla senza tanti segreti, se non alzare gli occhi al cielo: «Credo molto in quello che faccio e come lo faccio. Sono convinto che Dio mi aiuti tanto in questo percorso. La mia carriera è sempre stata così e non cambierei nulla di quanto è stato. Sono molto felice di continuare». Pensa solo alla qualificazione ai sedicesimi: con 4 punti è un pezzo avanti, manca l’ultimo passo contro la Colombia. La tv portoghese gli ha chiesto se i gol siano stati la miglior risposta alle critiche. CR7 è stato lapidario: «Sempre, da 23 anni».
Da Ronaldo il portoghese a Ronaldinho il brasiliano, 46 anni, campione del mondo e Pallone d’Oro, ex stella del Barcellona e del Milan. Solenne l’annuncio di Ignazio Cipriani, presidente del Ravenna, che si appresta a tesserarlo per la prossima Serie C. Non prenderà parte al ritiro della squadra, ma parteciperà alla presentazione in programma il 21 agosto e sicuramente giocherà almeno una gara di campionato, magari anche a qualcuna in più, staremo a vedere, ha fatto sapere da Miami il trentottenne patron dei romagnoli, che ha dato appuntamento al campionato e a una gara casalinga per vedere in campo Ronaldinho, che lancerà il suo marchio tecnico, R10, in stile Michael Jordan, e il Ravenna sarà la prima squadra a vestire questo brand. Entrerà anche in società, ma sarà a tutti gli effetti un giocatore. Il suo obiettivo è quello di realizzare il suo ultimo gol in carriera proprio con la maglia del Ravenna. Calcio, spettacolo e affari, il tutto ben shakerato con ghiaccio.