L’ALLERTA
GUBBIO Un altro incidente nella notte tra lunedì a martedì, a Padule sulla variante della strada statale 219 Pian d’Assino nella zona dove ha perso la vita il ventiduenne Cristian Cappannelli che non ha superato lo scontro frontale venerdì scorso. Un eugubino di 56 anni ha perso il controllo della propria auto per cause in corso di accertamento, finendo contro il guard rail dall’altra parte della carreggiata, dopo aver travolto la barriera gialla che segnala lo svincolo di immissione nella zona industriale della frazione.
L’uomo viaggiava in direzione di Branca e per fortuna al momento dell’incidente non transitavano veicoli nel senso opposto di marcia verso Gubbio. È stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato al pronto soccorso del vicino ospedale comprensoriale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile, i vigili del fuoco del distaccamento locale e il personale Anas per il rispristino della viabilità lungo la strada.
Tutto questo proprio mentre a Torre Calzolari era stato organizzato, lunedì sera, un incontro pubblico dell’associazione “Andrea Morganti”, intitolata alla memoria di una delle vittime del tratto a est della Pian d’Assino. Ieri il sindaco Vittorio Fiorucci ha incontrato i dirigenti di Anas per rilanciare sui controlli elettronici della velocità ed eventuali interventi strutturali, con le richieste da più parti per organizzare un consiglio comunale aperto sul problema.
All’incontro a Torre Calzolari c’erano il presidente dell’associazione, Ubaldo Morganti (fratello del compianto Andrea), Luca Vinti, l’ex vigile urbano Massimo Pannacci, l’avvocato Fabio Antonioli e l’ex ispettore capo della polizia stradale di Perugia, Eugenio Patacca. Paventati un blocco stradale e un blitz al ministero delle Infrastrutture. «Il problema riguarda l’intero tratto da Madonna del Ponte a Branca – ha detto Morganti -, la nostra missione come associazione è la prevenzione degli incidenti e per questo serve una grande collaborazione con le istituzioni locali e nazionali. La sicurezza è un valore collettivo».
Massimo Boccucci