di Massimo Boccucci
Il Mondiale è fin qui tecnicamente molto modesto e abbastanza noioso, con troppe Nazionali scese da Marte per fare una gita sociale perché Gianni Infantino ne ha volute 48 rispetto alle canoniche 32. L’eccezione è Leo Messi, trascinatore dell’Argentina e fuoriclasse inesauribile con un record già in pugno. Ieri sera aveva cominciato con un riscaldamento complicato, visto che durante il torello pre-partita con i compagni ha subìto una pallonata proprio lì dove fa più male. Nessuna conseguenza per la Pulce, che dopo il dolore iniziale si è ripreso, presentandosi regolarmente in campo per il fischio d’inizio contro l’Austria. Fiutava probabilmente l’appuntamento con la storia e grazie alla doppietta, seguita alla tripletta nella partita inaugurale, è salito a 18 gol nelle fasi finali della Coppa del Mondo, per i campioni già promossi ai sedicesimi, lasciandosi dietro Miroslav Klose fermo a 16.
Vittoria, qualificazione, record e anche festa di compleanno anticipata, considerato che domani il 10 dell’Albiceleste festeggerà il 39° compleanno, dimostrando una volta di più in campo che l’età è solo un numero. Basta vedere il raddoppio al 95’, dopo tutto il carattere sfoderato per sbloccare il risultato in modo implacabile, rimediando a un errore iniziale dal dischetto sul rigore concesso, nell’anniversario della Mano de Dios, a 40 anni dal gol con il pugno alzato di Maradona all’Inghilterra a Messico ’86.
Messi ha cominciato nel Mondiale del 2006 vinto dall’Italia con un gol, poi nessuno nel 2010, quindi 4 nel 2014, uno nel 2018, fino a 7 in Quatar quattro anni fa e adesso già a 5, nel totale di 28 partite disputate. Avrebbe fatto volentieri a meno di un altro record, ma negativo, visto che è diventato il giocatore con più errori dal dischetto nella storia della competizione. Escludendo le serie finali dei tiri di rigore, Messi su 7 tirati ai Mondiali ne ha sbagliati 3, superando il ghanese Asamoah Gyan fermo a 2. I due precedenti errori erano arrivati contro Islanda e Polonia, nel 2018 e 2022, quando esaltò i portieri Halldórsson e Szczęsny
Il rovescio della medaglia è il suo rivale di sempre, Cristiano Ronaldo, che con il Portogallo deve scuotersi oggi alle 19 contro l’Uzbekistan, dopo lo spento 1-1 all’esordio e CR7 giù di corda al debutto contro la Repubblica del Congo. Francisco Conceiçao ha spento le polemiche sul ruolo centrale del compagno in tutte le azioni. «Non è obbligatorio passargli il pallone, io lo passo a chiunque sia in una posizione migliore della mia. Cristiano è qui per aiutare, come qualsiasi altro giocatore», ha detto l’esterno della Juve, che si è chiamato fuori dal dibattito aperto sul padreSérgio Conceiçao che potrebbe subentrare come commissario tecnico in caso di addio di Martinez.