IL DRAMMA
GUBBIO «È il compimento della vita di Cristian, che è di fronte a Dio. Un momento di dolore e sofferenza inspiegabili, Dio abbia pietà e misericordia di lui. Viviamo un dolore fortissimo». Le parole del parroco di Madonna del Ponte, don Emanuele Daniel, hanno squarciato il silenzio nella chiesa Madre del Salvatore, alle porte del centro dove ieri pomeriggio si sono svolti i funerali di Cristian Cappannelli, il ventiduenne che domenica scorsa si è spento all’ospedale di Perugia a seguito delle ferite riportate nell’incidente stradale di venerdì notte sulla Pian d’Assino, a est nei pressi dello svincolo per Padule, mentre stava tornando a casa con la fidanzata Martina.
«Papà Marco mi ha raccontato i sogni di Cristian – ha sottolineato il parroco, che ha officiato il rito funebre con don Pasquale Criscuolo e don Pietro Benozzi -, un ragazzo bravo e generoso. La vita di ciascuno è un dono e un mistero, Dio c’è sempre accanto. Stacchiamo lo sguardo dalle cose terrene e guadiamo in alto. Ci stringiamo intorno al dolore della famiglia e diciamo che noi ci siamo». Davanti al sindaco Vittorio Fiorucci, la mamma, Veronica, ha ricordato che Cristian «aveva tanti progetti per il futuro, vogliamo ricordarti con il sorriso». Nella lettera della sorella Elisa i sentimenti per dire che Cristian ha lasciato «qualcosa di indescrivibile», oltre a una lettera dei colleghi di lavoro dell’autofficina dov’era molto apprezzato. Le lacrime agli occhi di Martina, la fidanzata: «Sarai sempre la spalla sulla quale mi appoggerò – ha detto -, mi manca più di tutto il tuo sorriso. Eri un grande lavoratore, una persona autentica e leale».
Infine, il ricordo da parte di Mattia, un suo amico. Restano i segni della tragedia, come la testimonianza di Martina dopo l’incidente: ha riferito che era assopita sul sedile per poi svegliarsi all’improvviso nello scontro ritrovandosi la mano di Cristian sul petto come a volerla proteggere, fino a sbloccare lei il telefono del giovane con il quale i soccorritori hanno avvisato il padre. Gubbio sconvolta dal dolore s’interroga ancora una volta sull’inadeguatezza della Pian d’Assino a est, al di là della dinamica di quanto accaduto. Il sindaco Fiorucci aveva scritto al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, a ottobre nella precedente tragedia e stavolta l’ha fatto Stefania Proietti, che ha chiesto al vicepremier e ai vertici Anas «interventi urgenti di messa in sicurezza, adottando ogni misura tecnica e di controllo, e il raddoppio a quattro corsie dell’intera infrastruttura». Ci sono iniziative come quella dell’avvocato Luigi Santioni, che ha scritto ad Anas per rilanciare le preoccupazioni della comunità, e di organizzazioni come l’associazione Eugubini nel Mondo, presieduta dal dottor Mauro Pierotti, che ricorda come Gubbio sia il sesto comune dell’Umbria e l’unico (peraltro il più esteso con i suoi 525 chilometri quadrati) non attraversato né da una quattro corsie né dalla ferrovia tra i 15 sopra i 15mila abitanti, e il Consorzio Turistico Gubbio Alta Umbria che con il presidente Gloria Margaret Pierini ha chiesto all’amministrazione comunale «di farsi promotrice di un’azione immediata e determinata, attivando senza ulteriori ritardi tutti gli organi competenti affinché venga realizzata una soluzione concreta ed efficace».
Massimo Boccucci