di Massimo Boccucci
Porte aperte al Mapei Football Center, che Alberto Aquilani ha varcato con soddisfazione. Quando vestiva il neroverde, nel 2017 da gennaio per 6 mesi, non c’era (inaugurato il 10 giugno 2019). Entra dopo aver guardato l’insegna di via Giorgio Squinzi, che è stato il suo patron da giocatore. «Un piacere e un onore essere tornati qui – le prime parole dai canali ufficiali del club – le sensazioni iniziali sono di emozione, perché è un posto in cui sono stato bene e che mi ha trasmesso dei valori importanti. Per me il Sassuolo è una squadra riconoscibile, fatta e composta di persone molto serie. La veste è diversa, ma le motivazioni e la voglia di far bene sono alte come allora». Parte dalle certezze: «La famiglia Squinzi è una garanzia, oltre al direttore Palmieri e alle persone che lavorano qui. Dobbiamo essere ambiziosi perché abbiamo una proprietà ambiziosa». Su Mimmo Berardi: «Rivederlo in questa veste un po’ mi fa strano perché ho avuto modo di giocare con lui e di apprezzarne le qualità incredibili. Sarà un onore poterlo allenare». Il salto di qualità: «La Serie A è l’ambizione di tutti, come lo era da calciatore. Conosco le difficoltà e mi sento pronto, con lo staff daremo tutto affinché il Sassuolo possa avere le soddisfazioni».
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