Il Messaggero Umbria 8 giugno 2026

RUGBY

GUBBIO Quando alla fine della partita sono risuonate le note di “Ma il cielo è sempre più blu”, in un clima di festa sabato sera tra la vittoria dell’Italia Under 20 per 55-27 contro la Spagna, nel test internazionale in vista del Mondiale giovanile in Georgia che scatterà il 27 giugno, e l’entusiasmo degli oltre duemila sugli spalti del Barbetti, si è capito fino in fondo quanto Gubbio avesse scritto una nuova pagina esaltante della sua storia sportiva. «Ho portato i saluti del presidente Luciano Buonfiglio che ha seguito la gara in diretta dal sito della federazione e si è espresso con soddisfazione», ha raccontato il generale Domenico Ignozza, membro della giunta nazionale del Coni dopo l’esperienza di guida autorevole e sicura del Coni umbro. Gubbio promossa a pieni voti. «Dalla federazione ci sono venuti i graditi complimenti – spiega Andrea Frondizi, presidente del Rugby Gubbio che ha gestito l’evento -, e i consiglieri federali presenti si sono detti disponibili a organizzare altre iniziative. La Nazionale maggiore ha standard diversi per le partite, già per il fatto che è richiesto uno stadio da almeno diecimila posti, ma averla a Gubbio in ritiro è fattibile». Il bilancio è positivo per l’impatto al Barbetti e gli eventi collaterali, come la presenza del campione Tommaso Boni e il villaggio che ha animato la manifestazione. «Siamo molto contenti – osserva Frondizi – anche perché c’è stata condivisione con un bel rilancio dell’immagine della città. La curiosità e la comunicazione hanno funzionato».

La cosa più bella che resta? «I bambini che hanno sfilato e il coinvolgimento di tutti i tesserati. Dobbiamo tanto a Matteo Corazzi, il project manager di questa sfida: ha fatto un master alla Bocconi e nella tesi ha voluto l’organizzazione di un evento, per questo un paio d’anni fa è venuta l’idea di fare qualcosa d’importante a Gubbio. Il nostro ringraziamento va al Comune e al Gubbio calcio con il presidente Sauro Notari che ci hanno dato totale disponibilità». Chissà se ci saranno benefici anche per la pratica della disciplina: «Non so quanto potrà incidere, però la ricaduta è per il Rugby Gubbio certezza della città, come lo sono altre realtà sportive. Siamo nati nel 1984 e oggi il rugby è sempre più conosciuto». Matteo Corazzi, nei quadri del Coni e della federazione, ha diretto le operazioni: «Siamo andati oltre le aspettative, specie per l’atmosfera. L’ambizioso obiettivo è stato raggiunto. Ho provato i brivid, ho visto la gente partecipe e i bambini contenti nell’immaginarsi campioni del futuro. Gubbio si conferma un grande posto dove organizzare eventi».

Massimo Boccucci