IL PUNTO
GUBBIO Gli adempimenti amministrativi e tecnici avviati dagli uffici comunali stanno portando al ripristino del mercato settimanale in piazza Quaranta Martiri, con il ritorno di martedì nella vecchia sede storica dopo la collocazione nell’area del Teatro Romano e dell’ex seminario. Il percorso è stato approntato attraverso un confronto con gli uffici comunali, la polizia locale, le associazioni di categoria, le rappresentanze degli ambulanti e la competente commissione consiliare.
La Giunta Fiorucci ha ritenuto «fondamentale ascoltare tutti i soggetti coinvolti, compresi gli operatori non rappresentati da associazioni, per arrivare a una disciplina più ordinata, sostenibile e aderente alle esigenze reali del mercato. Tra gli elementi principali del nuovo assetto vi sono la ridefinizione del numero dei posteggi, l’organizzazione più funzionale degli spazi, misure per garantire maggiore continuità nella presenza degli operatori durante la giornata, disposizioni specifiche per alcune tipologie di vendita e forme di tutela della nuova pavimentazione della piazza».
L’assessore Micaela Parlagreco parla di «passaggio importante per la città, di una funzione storica, economica e sociale che appartiene all’identità di Gubbio e che contribuisce alla vitalità del centro storico. In questa fase è essenziale procedere con serietà, vogliamo accompagnare questo percorso con attenzione e concretezza, valorizzando il confronto svolto e mantenendo l’impegno assunto nei confronti della città». Nella maggioranza però si sono levati dei rilievi critici: il gruppo consiliare Progetto Città evidenzia come non sia prassi votare un regolamento senza la planimetria ufficiale del nuovo assetto.
I consiglieri comunali Nancy Latini, Sandro Manca, Mauro Biccari e Viviana Mencarelli fanno sapere che «il segretario generale del Comune conferma le criticità sollevate da Progetto Città con la delegittimazione del ruolo del consiglio comunale», perché l’atto «avrebbe meritato ben altro approfondimento, ben altro confronto politico e soprattutto ben altra trasparenza istituzionale».
Tutto è in capo alla giunta e ai consiglieri comunali è stato chiesto, denuncia Progetto Città, di votare «al buio un regolamento incompleto. E la cosa ancora più grave è che tutto questo è avvenuto senza consentire un reale confronto democratico». C’è stato il passaggio all’unanimità nella commissione consiliare e sul voto dell’assemblea ci si è limitati alle dichiarazioni di voto, senza dibattito. Progetto Città richiama la posizione espressa dal segretario generale del Comune, Roberto Gamberucci, per il quale «normalmente un regolamento di questo tipo è corredato da planimetria e una procedura come quella adottata rischia di creare instabilità per lo stesso comparto mercatale». Nel merito e per il metodo adottato si è riaperta la frattura nella coalizione del sindaco, anche se comunque, alla fine, la maggioranza ha votato compatta.
Massimo Boccucci