www.ilmessaggero.it 1 giugno 2026

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di Massimo Boccucci

L’Ostiamare del presidente e proprietario Daniele De Rossi neopromosso in Serie C, dopo aver vinto il campionato di Serie D girone F, è impegnato a trovare lo stadio per giocare le partite casalinghe. Alessandro Onorato, assessore allo Sport del Comune di Roma, ha dichiarato che «stiamo facendo il massimo affinché la squadra non debba spostarsi dal Lido. La vicenda non è di facile risoluzione perché a Roma c’è un solo impianto omologato per ospitare le partite di Serie C ed è l’Olimpico».

La promessa

L’assessore Onorato prende un impegno che richiama anche le proprie radici: «Da ostiense non accetto che la nostra squadra sia costretta a emigrare altrove. Abbiamo puntato allo stadio della Stella Polare, il Giannattasio. La concessionaria è la società di rugby Nea Ostia, abbiamo avviato un dialogo per rendere compatibili i loro campionati con le gare interne dell’Ostiamare». 

La storia

Questo impianto venne costruito nel 1960 per le Olimpiadi di Roma e da allora ha cambiato varie destinazioni d’uso. In origine, lo spazio verde al centro della pista di atletica leggera avrebbe dovuto ospitare un campo di hockey, Invece, per diverso tempo, è stato assegnato all’As Ostia Mare Lido Calcio, che sul finire degli anni ’80 con il sostegno dall’As Roma di Dino Viola, in cerca di giovani promettenti, venne promossa in Serie C. La squadra successivamente ha trovato casa a Campo Marzio di Ostia Lido. La pista di atletica, fondamento della struttura, è passata da 6 a 8 corsie, a cui aggiungere una zona lanci dedicata e adatta anche per gli atleti paralimpici, unica nella città. Vi sono anche quattro pedane di salto in lungo, due di salto in alto e un pistino per allenamenti a distanze corte. Oggi è il secondo stadio più grande della capitale dopo l’Olimpico e si gioca a rugby. L’impianto ha preso il nome di Stella Polare dal quartiere dov’è ubicato, dal 2002 intitolato al velocista Pasquale Giannattasio, detentore del record nazionale di 10’’26 sui 100 metri dal 1967 al 1972.