Il Messaggero Umbria 29 maggio 2026

L’INTERVENTO

VALFABBRICA Salvare l’integrità e l’accesso alla chiesetta della Madonna sul Chiascio, che si trova a circa ottocento metri dal castello di Valfabbrica, lungo la riva sinistra del fiume, nella parrocchia di Santa Maria Assunta, dove i fedeli si sono mobilitati per fronteggiare le limitazioni imposte all’ingresso di una proprietà privata. Questo edificio religioso è profondamente radicato nell’identità collettiva del comune dell’Alto Chiascio, rappresentando da secoli un simbolo spirituale per la popolazione della zona. Oggi ci sono ostacoli per accedervi. Secondo la tradizione popolare, il quadro della Madonna conservato all’interno della chiesa venne ritrovato proprio sul greto del fiume Chiascio. Si narra che l’immagine sacra fosse stata spostata altrove, ma il giorno successivo ricomparve misteriosamente nello stesso punto in circostanze straordinarie, spingendo così la popolazione a costruire la chiesina.

Nei secoli l’edificio è stato più volte danneggiato dalle piene del Chiascio, ma sempre ricostruito nello stesso luogo. C’è una controversia relativa ai terreni e ai confini delle proprietà attorno alla chiesetta, con questioni burocratiche e catastali che negli anni hanno creato incertezza. La parrocchia valuta iniziative legali per tutelare l’accesso alla chiesetta. S’intrecciano fede, culto e leggenda, come quella che vuole la Madonna, dopo essere stata trasportata altrove, sia tornata miracolosamente al medesimo luogo, convincendo gli abitanti a edificare la chiesa quale atto di gratitudine. Durante i periodi alluvionali, le acque impetuose del Chiascio ne hanno ripetutamente messo a rischio l’integrità. Negli anni recenti è emersa una situazione nuova. L’ingresso è stato progressivamente reso difficile tra recinzioni, paletti e transenne di un proprietario privato dell’area circostante.

I problemi si sono aggravati nelle ultime settimane, quando il terreno antistante è stato arato e occupato da rotoballe, creando altri impedimenti al passaggio, oltre alla videosorveglianza che alimentano tensioni. Nella controversia emergono contenziosi riguardanti la proprietà dei terreni e la definizione dei confini attorno all’edificio sacro. Si tratta di questioni relative ai registri catastali e alle procedure burocratiche che hanno generato, nel tempo, un clima d’incertezza sulla gestione appropriata dell’intera area interessata. La preoccupazione principale espressa dai frequentatori della chiesa riguarda l’impossibilità concreta di raggiungerla senza difficoltà, specie durante le celebrazioni mariane. La comunità avverte come inaccettabile qualunque limitazione all’accesso a uno spazio così significativo. La vicenda tocca temi quali il diritto di proprietà privata, le esigenze spirituali collettive e il ruolo del patrimonio religioso nella continuità storica delle comunità locali. Rimane centrale il desiderio diffuso di preservare uno dei pilastri della tradizione spirituale del luogo.

Massimo Boccucci