di Massimo Boccucci
L’ha rifatto. Ancora Kimi Antonelli, che ha servito il poker. Il diciannovenne bolognese, residente a San Marino, ha vinto pure il Gran Premio del Canada, conquistando il quarto successo consecutivo come mai era riuscito a nessun pilota alla prima striscia di trionfi della carriera. Ayrton Senna e Michael Schumacher si erano fermati a tre, a Montreal il giovane fenomeno della Mercedes ha scritto un altro capitolo di storia della Formula Uno.
Si è ritrovato sul podio con Lewis Hamilton a destra e Max Verstappen a sinistra, secondo e terzo, ovvero l’equivalente di 11 titoli mondiali, i due dominatori recenti di questo sport, che si sono dovuti accontentare dei gradini più bassi. Serve tutta la calma ma l’immagine canadese è un messaggio forte e chiaro di quello che Kimi ha intenzione di fare e che potrebbe riuscire a fare in questo percorso di maturazione sempre più sorprendente.
Vista la gestione nel preparare le gare e in gara si ha la netta sensazione che molti dei destini di questo campionato siano davvero tutti nelle sue mani. Doveva essere la pista di George Russell ed è sembrato così il sabato, con l’inglese in pole nella qualifica Sprint, vincitore nella gara breve e poi in pole nella qualifica. Ma la domenica ha detto altro. Innanzitutto che Kimi ha risolto il problema delle partenze, visto che allo start ha bruciato il compagno di squadra. E poi che sul passo gara Russell non è mai riuscito a liberarsi del compagno. Lo aveva sorpassato dopo pochi giri, è vero, ma Antonelli è rimasto sul pezzo esercitando una pressione in certi momenti insostenibile, praticamente soffocante.
Un corpo a corpo c’è stato all’ultima chicane, con una posizione ceduta da Kimi su ordine del box. Ma George non è mai scappato. E alla fine è stato pure tradito dalla sua vettura che si è piantata sul più bello di questo duello serrato. Era il 30° giro e la gara si è decisa così.
La classifica sorride sempre più a Kimi, per Russell invece la situazione si complica. Se Antonelli è andato così forte anche su una pista favorevole a George, è difficile pensare cosa potrà accadere altrove. La maturità del giovanotto è l’elemento più caratterizzante della stagione che in poco tempo ha trovato la faccia nuova della Formula Uno.
La Ferrari ha portato a casa punti importanti anche con Charles Leclerc, quarto e ultimo dei non doppiati, mentre dopo due giri Norris e Piastri sono dovuti rientrare ai box per montare le slick e il campione del mondo si è poi ritirato per un problema tecnico, mentre Piastri ha chiuso fuori dai primi. Di fronte ad Antonelli tutto questo sembra contare poco o niente.