di Massimo Boccucci
I nodi della domenica vanno sciolti tutti, dalla Champions League alla salvezza. Il Napoli, già certo dell’Europa dalla porta principale, chiude alle ore 18 al San Paolo contro l’Udinese. La partita vale perché sarà l’ultima di Antonio Conte sulla panchina azzurra, con le tante voci attorno al successore e le ultime che danno Vincenzo Italiano e Fabio Grosso in pole, dopo il rifiuto di Maurizio Sarri diretto a quanto pare verso Bergamo.
Il piatto forte domenicale si consuma alle 20.45 con i cinque campi dove la posta in palio è altissima. Il Milan ospita il Cagliari salvo e la Roma va al Bentegodi contro il Verona retrocesso: hanno in mano il loro destino. Devono solo vincere il Como a Cremona e la Juve contro il Toro, e al contempo sperare che non lo facciano rossoneri e giallorossi.
Cesc Fàbregas sa che allo Zini c’è una trappola perché i grigiorossi di Marco Giampaolo lottano per salvarsi e possono soltanto giocare per vincere se vogliono mantenere la speranza nel mettere un occhio, anzi quasi due, a Lecce, dove Eusebio Di Francesco fa pesare il punto di vantaggio e riuscirà nella missione battendo il Genoa salvo per capitalizzare al massimo quel gol di Stulic del 2-3 col Sassuolo, al 96’ domenica scorsa al Mapei Stadium-Città del Tricolore.
Gian Piero Gasperini chiede l’ultimo sforzo alla Roma che sta chiudendo la stagione in crescendo e che è migliorata visibilmente in tante cose quando Claudio Ranieri se n’è andato. Quel momento così delicato, con una frattura rumorosa che ha indotto la società a fare una scelta di campo proteggendo Gasp, si è trasformato in un trampolino per riprendere quota.
Luciano Spalletti ha bruciato la Juve all’Allianz tra il pareggio con il condannato Verona e soprattutto la sconfitta contro la Fiorentina. Il derby della Mole potrebbe non servire a nulla. Siccome le negatività, come le positività, hanno sempre una radice, non stupisce neanche che Yildiz si sia fermato a causa di un fastidio al polpaccio avvertito nell’allenamento di giovedì scorso, e dunque non ci sarà. La gran casa bianconera non trema con Exor alle spalle in vista del mercato e delle prospettive, in un calcio italiano dove le proprietà sono in molti casi dei fantasmi che si aggirano senza nome né soldi chiari, ma sicuramente le strategie di John Elkann si stanno rivelando disastrose da anni.
Infine, il pensiero del giorno dedicato a Pep Guardiola, che è anche un omaggio perché oggi contro l’Aston Villa conclude il suo ciclo dorato al Manchester City, dopo aver vinto 20 trofei in 10 anni, annunciando che l’aspetta «tanto riposo». Pep ha dichiarato che questo è il momento giusto per salutare, lasciando a Enzo Maresca, un suo pupillo, il timone di un club ricco e ambizioso che l’ha fatto emozionare quando gli ha comunicato di intitolare a lui la nuova Tribuna Nord dell’Etihad Stadium, che verrà inaugurata proprio oggi. Nella pausa che ha deciso di prendersi c’è il forte legame che gli farà valutare la proposta del ruolo di ambassador del City Group. C’è ancora bisogno di Guardiola. Come e dove si vedrà.