di Massimo Boccucci
Se c’è un sorriso nel calcio italiano è quello stampato sul viso solare di Nicolò Tresoldi che è il ritratto della felicità nel suo percorso lontano dall’Italia. Lui è quello di cui parla mezza Europa e che noi abbiamo colpevolmente trascurato, dimostrando una volta di più che una crisi profonda ha più radici come per esempio dimenticandosi di un talento così. Oggi Tresoldi è l’emblema dell’Italia del riscatto fuori dall’Italia, celebrando lo scudetto appena conquistato in Belgio con il Bruges che l’ha preso l’estate scorsa dall’Hannover 96 in seconda divisione tedesca pagandolo 7 milioni e mezzo di euro, più bonus tutti scattati viste le imprese del ragazzo.
Primo campionato di serie A e primo titolo, il ventesimo della squadra della Venezia del Nord, ottenuto da protagonista assoluto, titolare inamovibile e beniamino dei tifosi. Con una finestra aperta sul Mondiale in Usa, Canada e Messico che scatterà l’11 giugno. Non è stato convocato dalla Germania, ma è la prima scelta qualora succeda qualcosa nel gruppo del commissario tecnico Julian Nagelsmann che gli ha telefonato.
Il ventunenne attaccante è nato a Cagliari, è cresciuto in Umbria, a Gubbio, e nel 2017 si è trasferito in Germania con la famiglia che l’ha poi seguito in Belgio dove si è fatto largo a suon di gol, assist e prestazioni, fino all’apoteosi dello scudetto arrivato con una giornata d’anticipo grazie al suo assist e alla sua rete decisiva. Sarà una passerella domani pomeriggio contro il Gent nell’ultima di campionato in casa, alle 18.30 davanti a quasi 30mila persone, tra i festeggiamenti che comprendono anche una sfilata in barca sui reien, come chiamano da quelli parti i canali circondati da un’architettura medievale fiamminga in mattoni rossi e scorrono attorno a giardini nascosti e ponti suggestivi.
Raggiungerà poi l’Umbria martedì per partecipare in serata ad Assisi al Gran Galà del Calcio Umbro dove, accompagnato dal padre Emanuele (ex terzino sinistro dell’Atalanta di Emiliano Mondonico in A e campione d’Europa con l’Italia Under 21 di Cesare Maldini nel 1994) e dalla sorella Sofia che studia medicina a Perugia, riceverà il premio Assisi nel Cuore, accanto a nomi di lusso come Nicola Legrottaglie, Antonio Caracciolo, Riccardo Zampagna e Cristian Bucchi. Si porta dietro l’euforia della squadra che ha compiuto una bella impresa facendo suo il 123° campionato belga, cominciato il 25 luglio dell’anno scorso.
Poche ore prima della gara il commissario tecnico della Germania aveva annunciato le convocazioni per il Mondiale: «Nicolò è un classico numero 9 ed è stato a un passo dalla convocazione – ha detto Nagelsmann -, ma chiamarlo avrebbe significato lasciare a casa qualcun altro. Non è facile prendere decisioni del genere». La porta, tuttavia, resta aperta.
Tresoldi ha lasciato una grande impronta, con la corona di capocannoniere, insieme al compagno di squadra Tzolis, per i 16 gol più 6 assist in 39 presenze, oltre a 4 reti in Champions League tra playoff al Glasgow, fase a gironi contro Monaco e Barcellona e ottavi di finale all’Atletico Madrid, e 6 con l’Under 21 tedesca nelle qualificazioni all’Europeo 2027. La sua è una favola, cominciata tra il tennis, ricordando l’Under 12 azzurra perché ha disputato la Coppa Davis giovanile, e il calcio che è diventato il suo sogno. Lontano dall’Italia che ancora una volta non c’ha capito niente.