di Massimo Boccucci
Un imprenditore di origini italiane dà l’assalto nel sabato più lungo al suo terzo scudetto consecutivo: si chiama Fabrizio Bei, 58 anni, di padre umbro nato a Gubbio e mamma marchigiana di Cingoli, impegnato nel settore immobiliare portando avanti l’attività di famiglia, ed è presidente del Differdange 03, capolista della Bgl Ligue, il massimo campionato del Lussemburgo, con 65 punti e 3 di vantaggio sul Bissen che oggi (sabato 23 maggio, ore 16) affronta in trasferta per l’ultima giornata decisiva per lo scudetto. Il Differdange 03 ha due risultati a favore su tre, mentre una sconfitta darebbe il titolo al Bissen per la migliore differenza reti. Bei ha vinto gli ultimi due titoli lussemburghesi e ci riprova con in panchina Yannick Kakoko, tecnico tedesco di origini congolesi che durante la stagione ha preso il posto del portoghese Pedro Silva, e un organico multietnico nel quale trova spazio per carisma e percorso vincente anche il figlio Gianluca, difensore trentunenne.
La storia
L’imprenditore, che parla quattro lingue, viene spesso in Italia ed è anche vicepresidente della Lega calcio del Lussemburgo, ha portato in alto Differdange, in 23 anni da quando ne ha assunto la presidenza, che è un città industriale di circa 30mila abitanti da cui arriva la gran parte della produzione siderurgica lussemburghese, lungo i confini tra il Belgio e la Francia, nel cantone di Esch-sur-Alzette, a pieno titolo nell’associazione Transfrontaliera del Polo Europeo di Sviluppo, che raggruppa 23 comuni di Lorena, Belgio e del Granducato. Fabrizio Bei ha costruito il nuovo corso del club rinato nel 2003 dalla fusione di Red Boys (fondata nel 1907) Differdange e Differdange che militavano in seconda divisione per portare la sua città, dov’è nato, in serie A nel 2005-2006. Nella parabola di Bei ci sono anche 6 coppe nazionali ed epiche avventure europee, come aver affrontato nel 2011 in Europa League il Paris Saint-Germain di Leonardo. L’estate scorsa, nei preliminari di Champions League, il Differdange 03 è stato a un passo dal qualificarsi per la fase a girone unico avendo disputato la finale dei playoff contro i kosovari del Drita, con la sconfitta per 1-0 all’andata e per 3-2 nel ritorno tra molte recriminazioni e feroci contestazioni per l’arbitraggio dell’italiano Colombo.