Il Messaggero Umbria 22 maggio 2026

IL PERSONAGGIO

Il ritorno Aaron. E di Edoardo Boari tra ciò che è e il nome d’arte che porta. Ha meditato e incubato, è andato alla ricerca di sé stesso, del ragazzo e dell’artista. Il talento di Nocera Umbra, classe 2005, esce oggi con il suo nuovo album “Abitare l’invisibile”, prodotto dal duo Le Ore e sotto le insegne di Artist First. Si presenta col suo bel timbro di voce e l’armonia giusta in un progetto intenso e autentico che segna una nuova fase del suo percorso musicale, più matura, consapevole e profondamente legata alla necessità di raccontarsi senza filtri. Costruisce un equilibrio tra sonorità intime e aperture più dinamiche, mantenendo sempre centrale la scrittura.

«Sono sempre lo stesso – dice al Messaggero – ma con dei cambiamenti, una crescita, un focus diverso e la volontà di far stare bene Edoardo. Sono molto contento, prima le carte erano confuse tra Aaron ed Edoardo. Aaron è nato dentro a un talent, tutto di corsa: lui correva ed Edoardo era diverso. Sono anziano dentro, direi uno tranquillo. Il nuovo lavoro discografico ha una partenza diversa con obiettivi diversi. Prima il mio pensiero era vediamo se va bene, adesso è verdiamo se sono felice e se rendo felici gli altri».

C’è tutta l’aria di casa nei polmoni della sua musica: «Un nuovo progetto lontano dal marasma milanese, nasce in Umbria. L’ho scritto a casa e poi registrato a Milano, ho riscoperto le origini. C’è la volontà di comprendermi di più e di vedere fuori dalla finestra. Il titolo dell’album fa capire molto, in due anni ho messo in dubbio tante cose su di me. Ho cercato di cambiare modo di pensare, c’è stata una rivoluzione».

Il futuro è da scoprire giorno dopo giorno: «Mi affido al team per il percorso, per farmi sentire in giro e vederci d’estate».

Massimo Boccucci