Il Messaggero Umbria 11 maggio 2026

SERIE C

GUBBIO Quanti rebus. Una scrivania: il direttore sportivo Mauro Leo ha il contratto in scadenza e la conferma è da valutare. La panchina: Mimmo Di Carlo ha l’accordo, rinnovatosi automaticamente con l’accesso ai playoff, ma non è scontato che sarà lui ancora lui l’allenatore. L’organico: nove giocatori sono sotto contratto; il trentaseienne capitano Andrea Signorini si svincola a fine giugno e vorrebbe giocare un’ultima stagione per poi aprire sempre a Gubbio una nuova carriera; i giovani sono destinati a rientrare alle società di appartenenza dopo il prestito e si proverà a trattenerne qualcuno, su tutti il ventenne difensore Alessandro Di Bitonto che per distacco è stato il migliore della stagione rossoblù ma che il Sassuolo potrebbe tenere per sé o mandare in Serie B.

Il presidente Sauro Notari ora in testa ha solo la festa dei Ceri, come sempre, e per programmare intende prendersi tutto il tempo, partendo dagli incontri con Leo e Di Carlo. In cima ai pensieri del presidente c’è il direttore sportivo tifernate Francesco Cangi, 43 anni, in prima linea con la famiglia Sani di Stosa Cucine nella rivelazione Pianese, che è impegnata nella prima fase nazionale dei playoff contro il Lecco. Notari è un grande estimatore di Cangi specialmente perché con un budget nettamente inferiore a quello del Gubbio sta facendo grandi cose non solo da quest’anno, prendendo anche giocatori dai dilettanti.

Il nodo è la Pianese: la società toscana ha la parola di Cangi che resterà, a meno di una chiamata da una squadra di categoria superiore. In quel caso le strade si separerebbero di comune accordo. Per questo la Pianese non tema il corteggiamento del Gubbio. Cangi ha un contratto importante con la famiglia Sani che prevede anche una percentuale sulla vendita dei giocatori, unendo in sé anche il ruolo di direttore generale. Lavora con un budget prestabilito a inizio stagione, che comprende anche eventuali operazioni nel mercato di gennaio, libero di muoversi relazionando ogni passaggio alla proprietà ma agendo in autonomia. Se uno sforzo potrebbe essere fatto, la mente va a Di Bitonto, che ha chiuso la sua prima stagione da professionista con 34 presenze per 2.972 minuti giocati e un gol pesante (il 20 settembre la prima vittoria al Barbetti contro il Bra per 1-0). I dati personali consegnano l’82 per cento di precisione nei passaggi, l’efficacia negli intercetti e nei contrasti aerei vinti grazie alla struttura fisica e al tempismo.

«Ai playoff potevamo fare meglio – ha detto a gubbiofans -, siamo comunque contenti del campionato, con i due derby vinti in trasferta e l’ottimo ottavo posto in classifica. Io ho avuto la fortuna di trovare un allenatore che con i giovani ci sa fare e mi ha dato subito fiducia. Da parte mia sono stato fortunato e bravo a rimanere concentrato in tutte le partite». Il futuro: «Sogno la Serie A e la maglia del Sassuolo ma al momento credo che sia impensabile».

Massimo Boccucci