www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 9 maggio 2026

https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/9_maggio_meloni_rubio_prove_di_disgelo_diabolik_killer_un_altro_garlasco_altre_prove_contro_sempio-9521284.html

di Massimo Boccucci

Roma cerca il suo re del tennis dal 1976, quando Adriano Panatta s’infilò la corona, e da allora il trono azzurro agli Internazionali d’Italia è rimasto vacante. Da oggi ci prova Jannik Sinner, in campo contro il ventinovenne austriaco Sebastian Ofner, che si presenta davanti al numero uno del mondo dopo aver superato Alex Michelsen per 6-3 6-3.

L’altoatesino comincia la sua corsa ed è arrivato nella capitale accolto già da re, con il bagno di folla e un lungo abbraccio al Foro Italico perché tutto il calore possibile e immaginabile possa spingerlo verso l’ennesima impresa di questo 2026. Gli occhi sono tutti su di lui, ma non fa uscire all’esterno alcuna tensione, che sembra saper gestire benissimo, come peraltro ha già dimostrato in tutte le occasioni in cui ha vinto quando tutti se l’aspettavano. In questo c’è anche l’assalto al sesto Masters 1000 consecutivo e al cinquantennale tabù italiano degli Internazionali.

Se gli riuscisse la combinata trionfale tra Foro Italico e Roland Garros, si calcola che il suo incredibile cammino arriverebbe nel prossimo giugno a 36 incontri in 93 giorni, cioè un match ogni 2 giorni e 14 ore. Lui non si pone limiti, sottolineando quanto stia bene fisicamente dopo aver speso al meglio il tempo libero appena archiviato il Masters 1000 di Madrid, confidando che a 24 anni sa divertirsi anche se non lo fa vedere e pure giocando a golf e calcio.

L’effetto Sinner è incredibile. Hanno fatto i conti e si è visto che genera oltre 8 miliardi di euro nell’economia italiana come nuovo modello di made in Italy, basato su qualità e sobrietà. Stakanovista senza tregua, come testimoniano le ultime 23 vittorie ottenute in 55 giorni a cominciare dal 7 marzo a Indian Wells, si ritrova volano del boom di un movimento che si riconosce in lui.

I professori Cesare Amatulli dell’università di Bari e Matteo De Angelis della Luiss hanno scritto il saggio dal titolo “Effetto Sinner, consumi responsabili e nuovo made in Italy oltre lo sport”. Un effetto che scaturisce dal combinato disposto di analisi economica, marketing, comportamento del consumatore, moltiplicazione dei tesserati guardando al 35 per cento di crescita per la Federazione italiana tennis e Padel. Amatulli e De Angelis sottolineano quanto Jannik venga considerato un testimonial ideale da molti investitori, assicurando credibilità e successo ai marchi che condividono i suoi valori: umiltà, talento, impegno.

La crescita sportiva si riverbera nel boom dei praticanti e delle vendite degli articoli sportivi. Secondo gli autori di questa approfondita ricerca, Sinner rafforza l’immagine tricolore all’estero, incarnando un nuovo made in Italy, basato sulla qualità, la cultura del lavoro e la fatica.

A proposito di soldi, proprio Jannik si è esposto sul giro d’affari attorno ai protagonisti del tennis negli Slam. Giudicano tutti, lui compreso, insoddisfacente l’aumento dei montepremi del Roland Garros, spingendosi a dire di non chiedere il 50 per cento dei profitti. ma neanche quel che giudica troppo poco. Ha ricordato che dai top 10 è stata scritta una lettera e dopo un anno si è ancora lontani dall’aver trovato una quadratura, non escludendo un boicottaggio. I re cercano i troni e naturalmente anche i guadagni.