SASSUOLO 2
MILAN 0
SASSUOLO (4-3-3): Turati 6; Walukiewicz 6,5 Idzes 6 (40’ pt Coulibaly 6) Muharemovic 6,5 U. Garcia 6; Koné 6,5 Matic 6 (1’ st Lipani 6) Thorstvedt 7,5; Berardi 7 (14’ st Volpato 6) Nzola 6 (39’ st Pinamonti sv) Laurienté 8 (39’ st Fadera sv). In panchina: Muric, Satalino, Zacchi, Doig, Romagna, Moro, Frangella, Vranckx, Iannoni, Pedro Felipe. All.: Grosso 7,5
MILAN (3-5-2): Maignan 5,5; Tomori 4,5 Gabbia 5 Pavlovic 5,5; Saelemaekers 5,5 (14’ st Loftus-Cheek 5,5) Fofana 5,5 (14’ st Pulisic 6) Jashari 5 (21’ st Ricci 5,5) Rabiot 6 Estupinan 5; Nkunku 5 (1’ st Athekame 6) Leao 4,5 (14’ st Gimenez 5,5). In panchina: Pittarella, Terracciano, De Winter, Bartesaghi, Fullkrug. All. Allegri 4,5
Arbitro: Maresca 6
Reti: 5’ pt Berardi, 2’ st Laurienté
Note: espulso Tomori. Ammoniti: Matic, U. Garcia, Ricci, Loftus-Cheek, Volpato, Fadera. Angoli: 3-2 per il Milan. Spettatori: 19.361
Non ha messo le mani avanti Max Allegri, che quella voglia di blindare la Champions ce l’ha da un po’ e adesso s’è capito bene anche perché. La sconfitta per 2-0 col Sassuolo, una bestia nera insieme a Berardi che ha castigato ancora una volta il Milan, apre la crepa con 3 sconfitte nelle ultime 5 giornate. Nelle prossime contro Atalanta, Genoa e Cagliari saranno vietati altri colpi a vuoto. Fischiano i 4.000 tifosi al seguito, la squadra va sotto la curva trattata malissimo, in un clima decisamente pesante. Ha avuto ragione Allegri quando alla vigilia ha detto che «Fabio Grosso è la rivelazione di questo campionato», visto che il tecnico neroverde ha fatto l’ennesimo capolavoro nel raccogliere diverse soddisfazioni e l’ottavo clen sheet, di cui 2 di fila con Turati confermato tra i pali (Muric verso l’addio?) e con lui 7 punti nelle ultime 3 gare contro Como, Fiorentina e Milan, dopo la prima il 23 agosto persa col Napoli.
PREOCCUPAZIONE
«Questa è stata la nostra partita più brutta dell’anno – ha ammesso Allegri -, approcciata male oltre che condizionata dall’espulsione di Tomori. Purtroppo è un momento così, abbiamo buttato un jolly. Adesso abbiamo una settimana per preparare la sfida contro l’Atalanta e non possiamo buttare 10 mesi di lavoro fatto in un certo modo. Vedremo se la squadra ha la maturità per raggiungere la Champions. In questo momento farsi prendere dall’ansia e dal nervosismo non serve a niente». Davvero male i rossoneri con mezzo tiro in porta, appena 16 gol in 16 giornate nel ritorno e uno nelle ultime 5 con gli attaccanti che non segnano dal 1° marzo. La storia al Mapei Stadium-Città del Tricolore cambia subito: Thorstvedt vince di forza il duello con Jashari e innesca Laurienté, bravo ad allargare per il sinistro a incrociare di Berardi, che apre il piatto e supera Maignan (il Milan protesta per il contatto tra il norvegese e il rossonero: per Maresca tutto regolare). Per l’attaccante calabrese, al rientro dopo la squalifica di 2 gare, fanno 8 reti in tutto (non segnava dal 20 febbraio con la doppietta al Verona) e addirittura 12 gol in 21 partite contro il Milan, mentre il francese sale a 9 assist. Rischia il rigore Gabbia sullo scatenato Laurienté davanti al portiere e prende l’ammonizione Tomori (9’), che poi mette giù Laurienté al 24’ quando l’arbitro non perdona e tira fuori il secondo giallo (Allegri si mette col 4-4-1, con Nkunku e Rabklot esterni). Lo specchio della crisi milanista è Leao, un fantasma anche quando ha la palla buona ma di forza col mancino dal limite non prende la porta (18’), mentre al rientro in campo ecco il raddoppio emiliano: Thorstvedt al quarto assist fa da sponda a Laurienté che batte Maignan sul primo palo salendo a 6 gol. Il norvegese sfiora il tris e Allegri ne cambia 3 in un colpo solo, ma il Milan sparisce.
Massimo Boccucci