www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 3 maggio 2026

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di Massimo Boccucci

Non ha dubbi Gianni Infantino: l’Iran parteciperà al prossimo Mondiale. Il presidente della Fifa l’ha fatto sapere urbi et orbi durante il suo intervento al congresso della federcalcio mondiale in Canada, a Vancouver. Ha detto espressamente di confermare, senza ambiguità, che gli iraniani saranno presenti alla Coppa del Mondo a giugno e che giocheranno negli Stati Uniti.

Infantino, contestato a ogni latitudine salvo mantenere qualche cavalier servente per rendite di posizione, ha impartito la lezioncina che il calcio debba unire le persone e non dividere, facendosi carico della responsabilità. Per il presidente, il calcio e la Fifa uniscono il mondo. Ha esortato l’universo pallonaro a essere positivo, sorridente e felice perché – ha ricordato – che ci sono in giro abbastanza problemi e abbastanza persone che cercando di dividere.

Una bella spruzzata di morale a buon mercato tra gli scandali che attraversano il calcio in ogni dove, per i soldi che girano e sono quanto i debiti accumulati. Infantino a questo punto, con il Mondiale ormai alle porte, ha voluto fugare ogni dubbio per quanto, all’inizio del conflitto con gli Usa, lo stesso governo iraniano avesse paventato la possibilità di disertare la Coppa del Mondo, aprendo perfino un tam tam sul possibile ripescaggio dell’Italia, brutalmente esclusa il 31 marzo scorso alla finale dei playoff nella notte da incubi in Bosnia.

Donald Trump ha cavalcato la questione Iran, dando man forte al suo amico Infantino nell’esprimersi con un «per me va bene», fino ad aggiungere che «Gianni è fantastico e se lo ha detto lui credo che si debba lasciarli giocare». Nel frattempo, però, al presidente della federcalcio iraniana è stato impedito di entrare in Canada per partecipare al congresso.

Mehdi Taj ha rivelato di essere stato respinto all’aeroporto Pearson di Toronto assieme al segretario generale Hedayat Mombeni e al suo vice Hamed Momeni nonostante fossero in possesso dei visti validi, denunciando un «comportamento inaccettabile» da parte degli agenti dell’immigrazione.

Sulla sponda canadese la versione è che i delegati iraniani siano stati rimandati in Turchia per i loro presunti legami con il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, che dal 2024 è stato inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche. Secondo l’agenzia Tasnim, la Fifa avrebbe contattato la delegazione iraniana per esprimere rammarico per l’accaduto, assicurando che avrebbe provveduto a organizzare un incontro con Infantino. Resta il caso diplomatico che alimenta le tensioni attorno alla Nazionale iraniana.