www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 27 aprile 2026

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di Massimo Boccucci

Rieccolo trionfante Tadej Pogačar con l’arrivo solitario per conquistare la 112ª edizione della Liegi-Bastogne-Liegi, la sua quarta vittoria della Doyenne, la terza consecutiva nella Classica di Primavera. Ha tenuto testa al ventisettenne fuoriclasse sloveno soltanto il diciannovenne francese Paul Seixas, che l’ha insidiato fin quasi all’ultimo, che molti indicano come il suo erede e che ha preceduto il belga Remco Evenepoel. L’enfant prodige ha terminato la sua corsa staccato di 45 secondi. Tra gli italiani, ottavo posto per Christian Scaroni e decimo per Filippo Zana.

Dopo la delusione per il secondo posto alla Parigi-Roubaix, è tornato il solito Pogačar che ha fortemente voluto la sua terza Classica Monumento della stagione. Il campione del mondo ha allungato in modo deciso e decisivo sull’ultima salita della corsa per andare a prendersi la sua quarta vittoria nella più antica delle classiche, ricordando che risale al 1892. Ha fatto poker come Moreno Argentin e lo spagnolo Alejandro Valverde. Ed è a un solo successo dal record di Eddy Merckx. Al sesto attacco è riuscito a piegare il talento francese. Pogačar ha corso con il lutto al braccio per ricordare l’ex compagno di squadra Camillo Munoz, morto in settimana, e con il dito al cielo gli ha dedicato la vittoria dopo aver firmato la pazzesca media record di 44,400 chilometri orari.

Lo sloveno sale a 13 vittorie nei Monumenti, sempre più vicino al record di 19 di Merckx. Una stagione incredibile, quella di “Pogi”, che ieri era al quinto giorno di corsa: primo alla Milano-Sanremo in volata su Pidcock, primo per distacco al Giro delle Fiandre e alla Liegi-Bastogne-Liegi, secondo alla Parigi-Roubaix superato in volata da Van Aert, e primo per la quarta volta alla Strade Bianche. Il 2026 ha altre pagine importanti da scrivere perché punta a conquistare il quinto Tour de France per entrare nel club di Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. La storia l’aspetta ancora.