Corriere dello Sport-Stadio 25 aprile 2026

di Massimo Boccucci

Guai a tenere il freno tirato, lo sanno benissimo Cesena e Sampdoria che hanno tanto da chiedere a questo incrocio pericoloso tra playoff e salvezza. Ashley Cole è al bivio dopo 2 sconfitte di fila e 4 punti nelle sue 5 partite, davanti ai blucerchiati che hanno perso a Marassi col Monza dopo 3 vittorie consecutive. «Mi aspetto una gara tosta – ha detto il tecnico inglese -, la nostra posizione ci impone di vincere. La Samp viene qui per fare risultato, conosciamo la sua storia e i suoi giocatori ma questo non deve farci paura». Tra le note per favorire il rilancio c’è il ritorno di Castrovilli: «Si è allenato bene in settimana, è un calciatore che può ricoprire più ruoli e ci permette di sviluppare gioco. Forse nella posizione del numero 10 rende più che in altre».

TOCCA A SIANO. Cole alza il morale del gruppo: «Tutti i ragazzi mi hanno dimostrato grande duttilità e disponibilità al sacrificio. Quello che mi aspetto è che siano capaci di occupare tutte le posizioni che chiedo, anche in base allo sviluppo delle singole partite. Abbiamo giocatori determinati». L’esordio di Siano, col debutto in B, al posto dell’infortunato Klinsmann: «L’ho visto bene – riprende Cole -, so che non gioca da molto ma questo dimostra che tutti possono essere pronti se chiamati in causa. Crediamo in lui, io per primo. Ha molta fiducia in sé stesso, potrà darci un grande contributo in questo finale di stagione. Ci dispiace molto per quanto accaduto a Klinsmann, un giocatore essenziale. Vogliamo regalargli una soddisfazione». 

MANFREDI LASCIA. Un passo indietro alla Samp, quello di Matteo Manfredi da presidente. In una nota, ieri, ha ricordato di aver «salvato la Sampdoria a 12 giorni dal fallimento. Quando il 30 maggio 2023 ho deciso di intervenire, sapevo di assumermi una responsabilità enorme. Non si trattava solo di preservare una società sportiva: si trattava di custodire un marchio storico del calcio italiano ed europeo, una comunità, una cultura, un’identità. Oggi, a distanza di quasi 3 anni, quella missione può dirsi compiuta. Ho rassegnato le mie dimissioni perché ritengo che il lavoro per cui sono arrivato sia stato portato a termine. La Sampdoria che consegno è una società risanata, equilibrata, dotata di strutture moderne, e di fondamenta solide su cui costruire. Ne sono profondamente orgoglioso. Porto con me il rammarico per i risultati sportivi, che non sono stati all’altezza delle aspettative».

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