Il Messaggero Umbria 20 aprile 2026

LA STORIA

PERUGIA Prega e gioca. Non ditelo a don Mauro Angelini, rettore della chiesa del Gesù nel capoluogo, docente di teologia, scrittore e assistente spirituale del Perugia Calcio, che fa pure il tifo soffrendo tremendamente per il suo Grifo a caccia di salvezza. Intanto è tornato in campo a distanza di 18 anni con la Nazionale italiana religiosi, di cui è stato uno dei fondatori un quarto di secolo fa, quando il 3 ottobre del 2001 i primi avversari sul campo di Grosseto furono i calciatori della Nazionale Dj. Si è divertito tantissimo, venerdì scorso, allo stadio Arnaldo Fuso di Ciampino nella Partita della Fraternità patrocinata dal Comune e dal Centro sportivo italiano (Csi) del Lazio, con il Pineto United, composto dai richiedenti asilo, e il Csi della parrocchia di San Lorenzo a Pineta Sacchetti nella zona di Roma Nord. La chiamano Nir questa selezione speciale che volge lo sguardo anche verso il cielo e ha come direttore tecnico Renzo Ulivieri, l’ex tecnico del Perugia presidente dell’Associazione italiana allenatori. Si è speso don Mauro per questa buona causa, ritrovandosi piacevolmente coinvolto per mettere al centro valori di condivisione e partecipazione. Questo triangolare ha rappresentato un’occasione importante per unire sport e solidarietà, lasciando un bel segno e la conferma di quanto il calcio può diventare strumento di inclusione e speranza superando ogni confine.

Il sacerdote perugino non ha mai dimenticato l’ultima avventura azzurra, il 3 ottobre 2008 a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, contro la Nazionale calzaturieri dei patron Diego e Andrea Della Valle, a quei tempi anche proprietari della Fiorentina. Oggi, come allora, sono convocati preti, frati e religiosi sotto l’ala di padre Leonardo Biancalani, assistente ecclesiastico del Csi in Toscana e referente del progetto sportivo educativo del torneo Coppa della Pace, che con don Mauro tira le fila ricordando le sollecitazioni per ripartire di don Antonio Salimbeni, parroco di Ariccia e direttore dell’ufficio per la pastorale dello sport e tempo libero nella diocesi di Albano. La reunion ha visto insieme tre realtà affini, unite dalla stessa idea di sport e di calcio come strumento di formazione umana e relazionale di tipo integrale, con il primo pallone toccato dal piede del vescovo della diocesi di Albano, monsignor Vincenzo Viva.

Massimo Boccucci