www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 14 aprile 2026

https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/14_aprile_papa_effetti_attacco_di_trump_iran_la_reazione_mercati_federcalcio_plebiscito_malago-9473790.html

di Massimo Boccucci

Giovanni Malagò e Giancarlo Abete sono i nomi usciti ufficialmente allo scoperto nella corsa alla presidenza della Figc, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina a seguito della terza esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali di calcio. L’assemblea della Lega Serie A nella sede di via Rosellini, tornata a riunirsi ieri dopo l’incubo in Bosnia, ha investito della candidatura l’ex presidente del Coni, membro del Cio e a capo della Fondazione Milano Cortina con 18 preferenze, a partire dalle big del nord. Non hanno firmato il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e quello del Verona, Italo Zanzi, non perché contrari al nome di Malagò ma critici sul metodo, perché si sarebbe dovuto discutere prima del programma e poi dei candidati.

La scadenza per presentare la candidatura a presidente della Figc è il 13 maggio per le elezioni fissate al prossimo 22 giugno. Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha annunciato che inviterà Malagò, probabilmente lunedì prossimo, per illustrare programmi e integrarli con le sue idee. «Giovanni è una persona di successo – ha detto Simonelli -, a cui lo sport deve tanto. Vogliamo un dialogo collaborativo con il governo, il mio lavoro sarà quello di portare avanti un dialogo costruttivo».

Malagò nel 2022 definì i presidenti di A dei «delinquenti» e che se la Lega fosse stata un’organizzazione pubblica «avrebbe portato all’arresto di tutti». Simonelli, a chi l’ha stuzzicato, ha ribattuto: «Avrà cambiato idea, si sarà reso conto che era avventata e fuori luogo». Claudio Lotito invoca il commissariamento e lega tutto alla legge 91 del 1981 che, sostiene, va riformata perché è di 45 anni fa.

Gioca le sue carte anche Abete che sempre ieri ha fatto sapere di voler chiedere la sua investitura al consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti che presiede. «La condivisione della mia candidatura – ha spiegato – permetterà prima di valutare i contenuti, entrando nel merito di ciò che c’è da fare per far ripartire il nostro calcio, per poi passare ai nomi», con riferimento particolare all’ipotesi di essere affiancato da un ex calciatore. Abete è stato critico sulla scelta della Lega Serie A di candidare subito Malagò senza prima aver valutato il documento di Gravina e aver varato un programma condiviso individuando a seguire la persona giusta.

Beppe Marotta, presidente dell’Inter e consigliere federale, ha preso in mano la situazione da dominus del calcio italiano: «Ci siamo mossi con unità e tempestività – ha osservato -, anche perché rivendichiamo il ruolo di protagonisti nel sistema». Di idee, strategie e programmi, per ora, nemmeno l’ombra. Non vorremmo che per cavalcare si compri prima la frusta e poi il cavallo.