Corriere dello Sport-Stadio 4 aprile 2026

di Massimo Boccucci

C’è il Cagliari di scena al Mapei Stadium-Città del Tricolore contro il Sassuolo che vuol ricominciare partendo dalle cose buone e non c’è il Mondiale di cui Fabio Grosso è un simbolo dell’azzurro migliore: «Lo stato d’animo dopo l’eliminazione è quello che accomuna tutti noi italiani perché purtroppo avremmo voluto tanto, abbiamo provato a tornare dove mancavamo da lungo tempo e purtroppo non ci siamo riusciti. Io sono in un altro ruolo e sono concentrato su quello che sto facendo al Sassuolo, pur se siamo tutti partecipi di un movimento che sicuramente deve provare a risollevarsi». Com’è tornato Muharemovic? «Gli facciamo i complimenti, come con Thorstvedt, perché è stato molto in gamba. Siamo contenti per lui e al contempo siamo tristi per noi. Mi complimento anche con Idzes che ha ricevuto il premio come miglior giocatore dell’anno in Indonesia, sicuramente un ottimo attestato di stima. Però tutti siamo molto attenti e preparati a cercare di affrontare una partita difficilissima col Cagliari».

IN DISCUSSIONE. Il tecnico neroverde trasmette stimoli e aspettative ai suoi: «Pericoli ce ne sono, il nostro obiettivo è sempre quello di mettersi ogni volta in discussione, sapere ciò che stiamo facendo e che il desiderio dev’essere continuare a farlo perché non ci si ferma mai». L’ultima in casa è stata la sconfitta col Bologna prima di andare a fermare la Juve a Torino: «Il derby ci ha visto fare una gara dalla doppia faccia, un brutto primo tempo e poi una bella ripresa. Dovremo entrare subito in gara e farla piena contro un avversario che vuole conquistare punti. Bisogna provare a mettere in campo le nostre qualità, come abbiamo fatto spesso e come vogliamo provare a rifare».

LE SCELTE. I casi di pertosse sono alle spalle e Grosso fa il bollettino: «Sono indisponibili solo Boloca, Candé e Pieragnolo. Ci sono 22 giocatori di movimento con i 4 portieri pronti per fare una grande partita, mi auguro senza pertosse. Sappiamo che serve una grandissima partita perché una normale in Serie A non basta». Sorprese in formazione: «Non ci sono per me le sorprese. Tutti nel tempo sono stati protagonisti, tutti potranno esserlo e ci si prepara quotidianamente ad alzare il livello sotto ogni punto di vista perché è importante farlo. Si riparte per andare a migliorarsi come nel percorso precedente e cercare di ricavarsi il proprio spazio. Non ci sono regali da fare nelle scelte».

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