https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/primapagina_podcast_messaggero_3_marzo-9392110.html
di Massimo Boccucci
Chiamatela pure Legge Bastoni. Del resto, ormai il calcio funziona con le regole tanto al chilo, che cambiano quando un pastrocchio è fatto e allora s’immagina che poi non debba più succedere qualcosa di storto e invece ne succedono altre pure di peggiori. Il Var, che doveva rendere il calcio più giusto e senza polemiche, ha peggiorato il gioco che faceva dell’arbitro una parte del gioco.
L’Ifab (International football association board) ha deciso la revisione anche dei secondi cartellini gialli e sui calci d’angolo. Si comincerà dal prossimo Mondiale con queste e altre novità, come dare la caccia ai cosiddetti “furbetti” su sostituzioni, rimesse laterali e rinvii dal fondo, per irreggimentare ancora di più le partite, già ingabbiate dai tatticismi.
Sarà un caso, ma i due cambiamenti più eclatanti sono legati a episodi che coinvolgono l’Inter, capolista in fuga della Serie A più scadente e discussa della storia. L’annunciato cambiamento sui cartellini gialli viene dall’ultimo rovente Inter-Juventus, con Kalulu espulso dopo che Bastoni ha raggirato l’arbitro La Penna sotto gli occhi di tutto il mondo. Ora si sono convinti che, vista la deriva, sarebbe meglio vivisezionare le partite controllando tutto, fra un po’ anche le rimesse laterali se dovessero risultare decisive. Sui calci d’angolo, indimenticabile il primo gol dell’Inter dilagante col Sassuolo al Mapei Stadium-Città del Tricolore ma col primo gol viziato da un fuorigioco non rilevato da cui è scaturito l’angolo decisivo di Di Marco.
Il 140º Annual General Meeting dell’Ifab, riunito a Hensol Castle, 15 miglia a ovest di Cardiff in Galles, presieduto da Mike Jones, presidente della Federcalcio gallese, è ruotato attorno al caso Bastoni-Kalulu. Togliere libertà di azione all’arbitro, che non può sbagliare com’è consentito a calciatori, allenatori e dirigenti, è diventato lo sport preferito, fino a portarlo di fatto a non arbitrare più perché sottoposto al controllo di due suoi colleghi seduti in sala Var per scovare di tutto di più.
La gogna mediatica per La Penna con il suo abbaglio è stata amplificata proprio dal convincimento sbagliato che tutto si debba controllare a distanza uscendo dal perimetro di gioco, dove restano comunque le interpretazioni sugli episodi e si snaturano perfino i gesti più naturali dei difensori, penalizzati a oltranza come in occasione dei tocchi di mano in area o gli interventi in area e fuori.
I fanatici del Var, che sono sempre meno ma condizionano pesantemente, pensano di annullare i margini d’errore, mentre li aumentano perché l’arbitro con questa camicia di forza addosso ha disimparato a dirigere e questo nuove all’andamento della partita sulle piccole e grandi cose.
Jurgen Klopp, quando pensarono di introdurre il cartellino blu con l’espulsione a tempo, disse: «Non ricordo una buona idea dell’Ifab». Illuminato. Illuminante, Klopp.