www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 4 novembre 2026

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di Massimo Boccucci

Svelato il Giro d’Italia numero 110 della storia. Dalla sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone a Roma sono state ufficializzate ieri le 21 tappe che, dall’8 al 30 maggio, attraverseranno le strade da Trieste a Roma per 3.418,9 chilometri e 50.250 metri di dislivello con 6 frazioni per velocisti, 8 di media montagna, 5 di alta montagna e 2 crono individuali, con 2 giorni di riposo.

A fare gli onori di casa Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale.  Il via è fissato con una tappa mossa, tra la partenza e l’arrivo a Trieste, affrontando 40 chilometri in Slovenia; poi seconda tappa tutta slovena e con la terza frazione si ritorna in Italia. Ruote veloci attese il quarto giorno a Misano Adriatico, all’autodromo Marco Simoncelli, poi la Filottrano-Sassotetto per i big in onore di Michele Scarponi a 10 anni dalla morte. Dopo la Alba Adriatica-Lanciano, ecco la crono con arrivo in salita da Sulmona a Campo di Giove. Sesto arrivo di fila a Napoli e arrivo in salita a Monte Livata, già visto al Giro Next Gen nel 2026.

La seconda settimana si apre sull’Appennino Centrale, poi arrivo all’autodromo del Mugello per i velocisti. Sempre in Toscana, la Montecatini-Zeri, tappa Bartali, con il Passo dei Due Santi. Velocisti di scena a Reggio Emilia, mentre il traguardo in salita ai Piani di Bobbio-Valtorta arriva dopo 4.900 metri di dislivello. Ghisallo, Culmine di San Pietro, Miragolo San Salvatore e Alino, da scalare. E la domenica una cronometro di 37,3 chilometri da Monza a Milano, con partenza all’interno dell’Autodromo Nazionale

La terza settimana poi, dopo l’ultimo riposo, sarà decisiva a partire dalla Sondrio-Aprica: doppio Mortirolo e Gavia, Cima Coppi a 2.618 metri. Il giorno successivo nuova chance per i velocisti da Chiari a Vo’, prima di ritornare in montagna con la Rovereto-Madonna di Campiglio, settimo arrivo in salita di questa edizione. A seguire, la Rovereto-Sacile, lunga 199 chilometri con 3.000 metri di dislivello.

A sei anni dal successo di Lorenzo Fortunato, il Giro d’Italia torna sul monte Zoncolan, nella frazione che parte da Pordenone e che vedrà l’ascesa delle Alpi Carniche scalata dal versante di Ovaro, dove nel 2.018 s’impose Chris Froome. A chiudere la corsa sarà l’ormai tradizionale passerella a Roma, che per il quinto anno di fila vedrà il vincitore della corsa rosa sollevare al cielo il Trofeo Senza Fine nella Città Eterna.