Corriere dello Sport-Stadio 28 ottobre 2026

di Massimo Boccucci

REGGIO EMILIA – Mea culpa, mea maxima culpa, perché Alberto Aquilani va al sodo: «C’è da chiedere scusa e basta. Io sono il responsabile, devo riuscire a trasmettere qualcosa di diverso. Credo che queste batoste ci possono aiutare, le ho prese anche io. La partita è stata fatta male, siamo molto fragili. Prendiamo gol in modo semplice. Manca l’attitudine ad avere la cattiveria. C’è poco filtro in mezzo al campo, non si percepisce il pericolo. È stato tutto troppo facile per la Lazio che non ha bisogno di essere agevolata. L’espulsione ci ha condizionato, poi è stato tutto più complicato, ma così non va bene». In fase di possesso il Sassuolo ha creato, ma senza è stato fin troppo vulnerabile: «Vero, è così. Ma la palla ce l’hanno anche gli altri e bisogna esserci. La lazio sta bene, è in fiducia e ha giocatori forti. Ma noi ci abbiamo messo del nostro». L’errore più grande: «Venivano giù e ci facevano gol sempre. Davamo l’impressione di poter subire qualcosa a ogni ripartenza. In passato la squadra ha saputo stare in blocco basso, dobbiamo migliorare ed evitare tutte queste ripartenze che subiamo. Avevamo parlato proprio di questo aspetto da migliorare. Dobbiamo salvarci, provando a giocare in maniera coraggiosa e alle volte bisogna saper soffrire tutti insieme».

RABBIA TURATI. Ha parato due rigori Stefano Turati, ma la serata è passata tra gli incubi: «Momento di grossa difficoltà, siamo fragili. Prima dell’espulsione la partita era 3-1 per loro e la Lazio è una squadra forte, poi in 10 è diventata una montagna difficile da scalare. Penso che dobbiamo ritrovarci e compattarci perché siamo una squadra che vale, ma dobbiamo iniziare a fare degli step giusti. La furia agonistica c’è stata, ci alleniamo bene e insieme al mister dobbiamo capire cosa non funziona. Bisogna ripartire dalle cose positive, io sono una persona positiva».

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