di Massimo Boccucci
S’è capito che ancora una volta il Pallone d’Oro risponde a logiche tutte sue e nella scelta di Londra, al posto di Parigi nei settant’anni dall’istituzione del premio, c’è anche l’incoronazione dell’attaccante londinese Harry Kane, 33 anni, alle spalle 73 gol in 65 partite nell’anno solare 2026 tra il Bayern Monaco e la Nazionale inglese, che al London Palladium Theatre ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di Ronaldo il Fenomeno, dopo aver ritirato anche il premio Gerd Müller. Sul podio Mbappé al secondo posto e Yamal cervelloticamente soltanto terzo, con Rodri, Leo Messi, Kvara, Dembélé, Haaland, Olise e Fabian Ruiz a completare la top 10.
Kane ha mostrato tutto l’orgoglio, ha mandato un abbraccio al suo tecnico Vincent Kompany, collassato in allenamento, ha ringraziato tutti i suoi allenatori citando anche Antonio Conte avuto al Tottenham. Ha sottolineato come il suo anno sia stato incredibile, la migliore stagione della sua carriera.
Alexia Putellas, capitano e primatista di presenze della Nazionale spagnola, ora al London City Lionesses dopo 14 anni al Barcellona, ha vinto il Pallone d’oro femminile dopo i precedenti nel 2021 e 2022.
Ousmane Dembélé si è presentato sul palco per ritirare il premio della squadra dell’anno, il Paris Saint-Germain, impegnato nel posticipo contro il Lione che ha battuto 2-0 portandosi per la prima volta in questa stagione in testa alla classifica. L’attaccante ha ringraziato il presidente, i suoi compagni, Luis Enrique e i tifosi.
Proclamati il Barcellona femminile squadra dell’anno con Pere Romeu miglior allenatore, insieme a Luis de la Fuente, commissario tecnico campione del mondo con la Spagna.
Il Premio Yashin come miglior portiere è andato a Unai Simon dell’Athletic Bilbao e della Nazionale spagnola.
Yamal del Barcellona ha vinto per la terza volta consecutiva il premio come miglior giovane e l’ha dedicato a Pau Cubarsì che a suo dire «meritava di vincere».
Tra le calciatrici è stata scelta Vicky López, in forza al Barça, per la seconda volta come miglior giovane del mondo, con una dedica per la mamma che le ha insegnato a «non mollare mai».
L’attaccante Bukayo Saka dell’Arsenal ha ricevuto il Socrates Award, che celebra una personalità del mondo del calcio distintasi per il suo impegno umanitario.
L’Italia? Non pervenuta. Ma questa non è una sorpresa.