Il Messaggero Umbria 19 ottobre 2026

Gubbio 0

Atalanta Under 23 2

Gubbio (4-4-2): Marson 6.5; Zallu 5.5, Baroncelli 6.5, Ferrini 5.5, Podda 6 (1’ st Fazzi 6); Spina 6 (34’ st Baldini 5.5), Rosaia 6, Carraro 6, Ghirardello 6.5 (24’ st Barani 5.5); Minta 6, La Mantia 5 (14’ st Beretta 5.5). A disp.: Bagnolini, Barbanera, Barry, Signorini, Zorzetto, Piomboni. All.: Braglia 5

ATALANTA UNDER 23 (4-3-3): Anelli 6.5; Bergonzi 6, Isoa 6, Guerini 6, Navarro 6; Steffanoni 6.5, Levak 6, Ghislandi 6.5 (30’ st Manzoni 6); De Nipoti 6.5 (19’ st Bonanomi 7), Diao 7 (43’ st Puljic ng) Misitano 6 (19’ st Zanaboni 6.5). A disp.: Bertini, Zanchi, Simonetto, Ramaj, Baldo, Bertolini, Camara, Rinaldi, Pedretti, Mencaraglia. All.: Beati 7

Arbitro: Palmieri di Brindisi 6

Reti: 38’ st Diao, 46’ st Bonanomi

Note. Ammoniti: Podda, Minta, De Nipoti, Ferrini. Angoli: 7-4 per il Gubbio. Recupero: 0’-4’. Spettatori 757.

SERIE C/LA CRISI

GUBBIO L’aria si fa pesantissima. Neanche Piero Braglia risolleva le sorti di una squadra in piena crisi d’identità che, contro i giovani dell’Atalanta Under 23 al Barbetti, prende due gol nel finale e incassa la quinta sconfitta consecutiva, la seconda con il successore di Mimmo Di Carlo, ritrovandosi al penultimo posto in classifica.

Non giovano neppure il cambio del portiere (Marson preferito a Bagnolini) e il ritorno di Minta dopo quattro giornate e subito titolare com’era stato ipotizzato alla vigilia. Braglia non riesce a tirarsi fuori dalla sua lunghissima striscia negativa: non vince da 32 partite ufficiali, l’ultimo successo risale al 3 novembre 2024 quando guidava il Campobasso. Il perugino Nicola Beati, tecnico dei bergamaschi, riesce invece a rianimare i suoi dopo 3 sconfitte consecutive. Alla fine il popolo rossoblù esterna tutta la delusione per questo avvio di stagione allucinante, con 7 punti in 10 partite e ben 20 gol subiti (zero clean sheet), a fronte della metà segnati. «Ci sono mancate la furbizia e l’attenzione negli ultimi minuti – dice Braglia -, sono qui da poco e cambiare una squadra in dieci giorni è difficile. Mi aspetto di più da loro. Si poteva evitare di perdere. Ci sono giocatori rientrati da poco e dobbiamo continuare a lavorare».

Tengono banco già prima di cominciare le proteste dei tifosi rossoblù, tra lo striscione di protesta all’ingresso della tribuna («Società di calcio o compagnia teatrale? Ogni vostra mossa è un carnevale!») e la rinuncia degli ultrà a entrare in curva per protesta contro le partite con le seconde squadre. Il clima, insomma, non è dei migliori. Sul campo arriva il primo segnale da Minta che al 9’ mette dentro per La Mantia, il quale però non riesce a colpire sprecando l’opportunità.

Gli orobici tengono il pallino del gioco e si fanno vedere con Misitano, il quale da due passi manda fuori di poco (10’), in una partita dai ritmi bassi e col gioco spezzettato. Rischia qualcosa il Gubbio quando al 37’ Ghislandi in area va al tiro dopo un batti e ribatti ma non inquadra lo specchio, fino al pericolo portato poco dopo da Diao che, sull’imbeccata di Steffanoni, viene anticipato davanti la porta in extremis da Marson. L’allenatore toscano al rientro toglie Podda inserendo Fazzi, però è sempre l’Atalanta a provarci subito con Misitano per la parata in due tempi Marson, mentre il Gubbio ha un’opportunità al 12’ quando Zallu a tu per tu col portiere va al tiro col destro trovando Anelli alla respinta. Braglia cambia modulo al quarto d’ora passando al 3-4-1-2 e non si tira indietro Minta che sfiora il gol al 17’.

Per tutta risposta gli atalantini si rendono pericolosi con Ghislandi, al quale si oppone il portiere (24’), e Navarro con un diagonale fuori di poco (28’). La svolta al 38: in contropiede Diao, servito da Zanaboni, non dà scampo a Marson. Nel recupero il colpo di grazia e i nerazzurri colpiscono nuovamente in contropiede con Bonanomi che se ne va, dribbla il portiere e la chiude lasciando il Gubbio nei guai.

Massimo Boccucci