www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 18 ottobre 2026

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di Massimo Boccucci

L’Inter chiama a Bologna con l’ennesima rimonta e la Roma risponde all’Olimpico anche con le assenze pesanti, aspettando la Lazio attesa stasera allo Stadium per l’esame più importante contro la Juve per tenere il passo.

La febbre del sabato sera giallorosso, sebbene privato di Malen, Dybala, Manu Koné, Molina e Gianluca Mancini con Wesley a mezzo servizio, si è sciolto all’Olimpico davanti al Genoa di De Rossi “core de Roma” quando, dopo le traverse di Balerdi ed El Shaarawy nel primo tempo tra poche emozioni, si è acceso nella ripresa.

Entusiasmo alle stelle nella torcida giallorossa quando Castro con una magia nell’area intasata ha sbloccato subito al rientro in campo. Palla incollata al piede destro e scavino nel sette del ventiduenne argentino. Poi, per chiudere il conto, la gran giocata di Soulé, palla a Pellegrini, il cui destro è deviato da Vasquez sui piedi di Lulli che ha raddoppiato sul filo del fuorigioco. Gasperini tira dritto.

L’Inter è ripartita, dopo la seconda sconfitta su due in Champions League, nel suo habitat ideale dove tutto è facile, fin troppo facile. Le sostituzioni a gara in corso hanno consentito al Dall’Ara a Chivu la quarta rimonta stagionale in un percorso in cui, finora, sono più le volte in cui i nerazzurri si sono praticamente complicati la vita da soli. Con il 3-1 a Bologna la capolista ha allungato la striscia positiva in campionato a 16 partite, tutto il contrario di quanto succede sulla scena europea tra Psg, Bodo, Real Madrid e Bruges,

C’è di tutto nell’Inter che sotto l’ala di Marotta corre sul velluto, anche l’inserimento di Carlos Augusto che in un minuto segna e fa il sorpasso dopo aver rischiato il doppio svantaggio e averla rimessa intanto a posto pareggiando prima dell’intervallo. Palladino, alla prima sconfitta dopo la prima vittoria dei felsinei, ci ha sperato e creduto quando Pobega stava avendo occasioni importanti creando problemi grossi alla difesa nerazzurra, ma gioco lungo l’Inter ha fatto quanto era prevedibile che potesse fare.

Amarissimo il rientro in Italia, dopo il poker a Salisburgo in Europa Legue, del Napoli battuto a Venezia che già ha preso gli effetti dell’avvento di Nicola. Gli azzurri hanno perso 5 partite su 9 giocate, e ad Allegri non ne va bene una, neanche dal dischetto perché lo specialista De Bruyne sbaglia il rigore del pareggio.

L’elettroshock funziona per i lagunari, che dopo il pieno di 6 sconfitte si scuotono col successo pesantissimo, mentre il Napoli s’interroga su tante cose, dall’inesistente mercato estivo in cui la squadra è uscita ridimensionata alla mancanza di alternative di valore ai titolari.

L’effetto pratico è stato il gol nella ripresa di Adams, che ha saputo sfruttare al meglio l’ennesimo blackout difensivo degli azzurri, scoraggiando Allegri che della difesa ha sempre fatto un vanto nelle sue stagioni migliori.