www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 17 ottobre 2026

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di Massimo Boccucci

Misteri, dubbi e tanta incertezza attorno a Jannik Sinner. E anche cambiamenti importanti nel tennis. Intanto, alimentano preoccupazioni le rivelazioni di Brad Gilbert, un passato prima da numero 4 al mondo negli anni ’90 e poi coach di Roddick e Agassi. Gilbert ha parlato apertamente di rischio operazione al ginocchio destro per l’altoatesino e di Darren Cahill informato della rinuncia a Cincinnati quando era già in aeroporto.

L’australiano, ex allenatore di numeri uno del peso di Agassi e Murray, nelle vesti di super coach ha fatto davvero tanto per l’azzurro, risultando decisivo nell’aiutarlo ad arrivare così in alto. Il futuro tra i due è un rebus, non si hanno certezze per il 2027.

Gilbert ha spiegato, informato da Cahill vista l’amicizia, come sono andate le cose prima della rinuncia di Jannik al Masters 1000 americano, raccontandogli che quando era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere un volo per Cincinnati avrebbe dovuto incontrare Jannik, ma all’ultimo minuto ha ricevuto una telefonata con la comunicazione che non avrebbe partecipato alla competizione rinviando il ritorno al 2027. Da allora, Darren è rimasto in attesa di notizie e non l’ha presa bene.

La salute dell’azzurro è un problema da dopo l’ultima partita, la finale di Wimbledon il 12 luglio vinta contro Alexsander Zverev nuovo leader del ranking. Gilbert apre uno scenario preoccupante quando si chiede quale reazione ci sarebbe se a dicembre avesse ancora dolore intensificando gli allenamenti per prepararsi all’Australian Open. In quello scenario, l’intervento chirurgico diventerebbe un’opzione.

Al momento, l’obiettivo primario per Sinner e il suo team è proprio evitare la sala operatoria, che allungherebbe i tempi dello stop. Fin qui si sta puntando tutto sulla terapia conservativa e la successiva riabilitazione. C’è da scrivere il futuro, tra le condizioni fisiche e chi l’affiancherà come coach.

Lo scenario del tennis potrebbe cambiare con più soldi ai giocatori, una classifica che dia maggiore peso ai risultati nei grandi tornei e un calendario ripensato per ridurre la pressione sugli atleti. Sono le tre direttrici della rivoluzione che l’Atp sta preparando per il 2028. Il presidente Andrea Gaudenzi ha dato anticipazioni sulla nuova fase di OneVision, il piano strategico di trasformazione del circuito maschile.

Le proposte, da sottoporre all’approvazione degli organi competenti, puntano a ridisegnare gli equilibri economici e sportivi del tennis professionistico. Con l’obiettivo di rafforzare la competizione, allineare meglio gli incentivi ed estendere il sostegno a un numero maggiore di giocatori, aiutandoli ad affrontare i costi legati all’attività nel circuito.

La novità più immediata riguarda il denaro. L’Atp intende portare il bonus pool dagli attuali 21 milioni e mezzo a 50 milioni di dollari, più che raddoppiando il fondo destinato a premiare i giocatori che partecipano ai principali appuntamenti del circuito. A questo si aggiungerebbero 25 milioni di bonus di fine stagione per i primi 250 del ranking, con l’obiettivo di sostenere i costi dell’attività agonistica, e circa 30 milioni annui di contributi pensionistici a beneficio di 300 giocatori. Se son rose, anzi soldi, fioriranno.