www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 13 ottobre 2026

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di Massimo Boccucci

Il calcio italiano perde sempre più spesso la bussola. Succede nella gestione dei massimi sistemi, come gli scandali in Serie A e la crisi della Nazionale che prova faticosamente a rianimarsi, e nella percezione popolare visti gli stadi, grandi e piccoli, pieni di persone, tifosi e anche pseudo tali, che scaricano rabbia e frustrazioni accumulate chissà dove.

Come chi a Giulianova, piccola perla d’Abruzzo sul mare, ha perso la testa domenica scorsa quando hanno raddoppiato gli ospiti dell’Ancona durante la partita di Serie D, girone F, andata in scena al Rubens Fadini e finita 2-0 per i dorici.

Sul gol, alcuni tifosi locali hanno colpito con pugni la struttura della postazione radio in tribuna stampa, dove i giornalisti stavano svolgendo il proprio lavoro. Una vetrata è caduta addosso alla giornalista anconetana Silvia Trillini dell’emittente marchigiana Tvrs, figlia dell’allenatore Sauro Trillini, ferendola alla testa.

«Uno dei tifosi del Giulianova ha dato l’ennesimo cazzotto alla struttura in vetro della tribuna stampa che mi è caduto addosso, ferendomi alla testa», ha raccontato la giornalista, finita al pronto soccorso di Giulianova, dov’è stata sottoposta a una Tac, che non ha evidenziato problemi, e le sono stati applicati dei punti di sutura per poi essere dimessa con alcuni giorni di prognosi. 

Le sono arrivati messaggi di vicinanza da molte parti. La società giuliese ha espresso solidarietà e al termine dell’incontro i dirigenti del club si sono recati in ospedale per farle visita. Trillini era impegnata nel servizio insieme al suo collega Ferdinando Vicini e in tarda serata ha fatto ritorno nel capoluogo marchigiano.

L’autore del gesto è stato identificato e allontanato dalle forze dell’ordine. La presenza dei sostenitori biancorossi, ai quali era stata vietata la trasferta, avrebbe potuto aggravare ulteriormente la situazione di tensione.

Le due squadre hanno una storia, gli abruzzesi protagonisti in passato in Serie C con un pubblico sempre numeroso e passionale anche in trasferta, e l’Ancona ha militato in Serie A. Peccato che ci si dimentichi quanto la storia abbia un peso e meriti anche un comportamento decoroso e civile da parte dei tifosi. Tutti, nessuno escluso.