di Massimo Boccucci
Eravamo rimasti al duello tra Roma e Inter, con lo scoppiettante 2-2 all’Olimpico per la rimonta nerazzurra prima delle tre lunghissime settimane di sosta per le Nazionali. La Serie A ricomincia con la sfida a distanza tra Gasperini e Chivu. Il responsabile del calendario Andrea Butti ha dato la prima mossa all’Inter che alle 18 a San Siro ospita il Parma passato dalle mani di Cuesta e quelle di Gilardino, mentre domani alle 12.30 ci sarà la partita di cartello al Sinigaglia tra il Como e i giallorossi.
Como-Roma sarà anche il confronto tra due generazioni e due idee di calcio: da una parte Fabregas, dall’altra Gasp. Gioventù ed esperienza, ma con un tratto comune: la voglia di proporre, attaccare, imporre il proprio gioco. Il tecnico romanista proverà ad accorciare il campo, aggredendo l’avversario come fa sempre, uomo su uomo, e soffocandone la costruzione dal basso. Fabregas cercherà invece di scardinare la pressione attraverso il possesso, muovendo il pallone e gli uomini per attirare la Roma fuori posizione e poi colpire negli spazi.
Gasperini cerca un numero che pesa, ovvero la sua vittoria 300 in A. Un traguardo che lo proietterebbe nell’esclusiva cerchia dei grandi fra Trapattoni (352 successi), Allegri (324), Spalletti (306) e Rocco (302). C’è di più: soltanto due volte nella sua storia la Roma ha raggiunto quota 16 punti nelle prime 6 giornate di campionato, ossia i 18 del 2013-2014 e i 16 del 1952-1953. Considerando l’era dei 3 punti a vittoria quindi solamente la Roma di Garcia c’è riuscita.
Un altro traguardo vale tanto. I giallorossi hanno vinto le ultime 5 trasferte di campionato e da sempre solo una volta sono riusciti a mettere insieme almeno 6 successi esterni consecutivi, ricordando le 12 tra febbraio e novembre 2017.
In agguato c’è la Lazio che aspetta il Monza con Gattuso a mettere in guardia i suoi dai cali di tensione, mentre la Juve piena di cerotti e imbarazzi anche per il caso Woltemade, contestato pure in Germania, fa visita al Cagliari gasatissimo dopo 3 vittorie di fila.
Oggi si gioca anche un’altra partita importante. Vanno al voto gli arbitri per eleggere il nuovo presidente tra i candidati Francesco Massini, attuale reggente dell’Aia visto che era il vicario di Zappi; Carlo Pacifici. che è stato presidente fino all’avvento di Zappi, dopo il caso D’Onofrio che è costato l’incarico a Trentalange; e Narciso Pisacreta, ex vice presidente di Marcello Nicchi.
Il corpo elettorale si compone di 950 elettori divisi fra presidenti di sezione (206 votanti), delegati regionali (733 aventi diritto) e dirigenti benemeriti, che sono 11.
Per vincere al primo turno, uno dei tre candidati dovrà ottenere la metà più uno dei voti, ovvero arrivare a quota 476. Nel caso non ci riesca, si provvederà immediatamente al ballottaggio tra i primi due. In quel caso, il candidato vincitore risulterà colui che avrà preso il 50 per cento più uno dei voti validamente espressi.
Contrariamente alle ultime volte, l’assemblea elettiva dell’Aia si svolgerà nel seminterrato di via Po, dove un tempo c’era la sede della giustizia sportiva.
Si procederà dopo che Antonio Zappi ha visto respinto dal Tar anche il quarto ricorso della serie che puntava a fermare le elezioni di oggi. Il 24 febbraio 2027 il Tribunale amministrativo regionale del Lazio discuterà nel merito, ma la si ritiene una formalità.