di Massimo Boccucci
Alessandro Siano, cos’è il Cesena?
«Non voglio esagerare ma è diventata la mia seconda casa. Sono al quarto anno e, pur se non ho giocato molto, mi sono sempre trovato bene con tutti».
Ha prolungato il suo contratto fino al 2029.
«Una scelta naturale, non scontata. Il contratto scadeva nel 2027 e quindi abbiamo deciso di continuare insieme».
Essere titolare è una svolta?
«Dirlo ora è prematuro, lo vedremo in futuro. Sicuramente è una grossa occasione per mettermi in mostra. Spero di sfruttarla al meglio».
La vostra classifica le piace?
«Difficile valutarla dopo 5 partite. Basta vincere una partita e ti trovi al terzo posto o perderne una e lo scenario cambia».
Un obiettivo?
«Ognuno ha degli obiettivi personali e di squadra, può essere un limite darsene. Prima la salvezza. Non ci poniamo però limiti».
In allenamento Shpendi fa gol anche a lei?
«In questo momento farebbe gol a tutti, anche in Serie A».
Diamanti cosa sta dando a Siano e alla squadra?
«Fiducia ed entusiasmo. Ti dà la possibilità in allenamento di migliorare in ogni cosa. Ti spinge ad andare forte e non mette pressione».
Su cosa si sente più forte e dove può migliorare?
«Può sembrare paradossale ma le cose su cui mi sento forte sono le stesse in cui so di dover crescere. Mi sento forte con i piedi, nelle uscite, letture e giocate, poi mi rendo conto al contempo di avere grandi margini di miglioramento su tutto».
Il suo rapporto con Klinsmann?
«Buonissimo, fin da quando è arrivato. Ero uno dei pochi che parlava inglese. Penso che sia un bravissimo ragazzo, simpatico e disponibile. Andiamo a cena insieme».
Avete parlato della sua situazione?
«Sì, fin da quando è successo. Sono andato in Germania nella clinica dov’è stato operato, ci tenevo a vederlo».
Jonathan la incoraggia?
«Da subito e continuamente, anche nella prima partita in B contro la Samp. Mi ha dato una mano, non mi ha fatto mai sentire solo pur avendo i suoi problemi. Mi chiede come mi sento. La competizione c’è ma genuina».
Cosa vede nel suo futuro?
«Il Cesena, innanzitutto. Se mi avessero detto di me titolare non l’avrei immaginato. Mi vedo pronto ad accogliere quello che verrà».
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