Corriere dello Sport-Stadio 20 settembre 2026

di Massimo Boccucci

SAN MARINO

Libero di girare senza dover accelerare. Libero di intrattenersi con bambini, adolescenti e famiglie tra autografi, selfie e video nel bagno di folla che l’ha accolto nella Repubblica più antica e piccola del mondo dove risiede e si allena tra la piscina e i saliscendi in bici sul Titano, godendosi anche molto relax. Ieri mattina ha inaugurato, con le istituzioni sammarinesi, la 28ª edizione di Sport in Fiera, rassegna multidisciplinare che, con il coinvolgimento delle 35 Federazioni, offre l’opportunità ai sammarinesi di conoscere da vicino e provare le attività sportive del territorio. È stato accompagnato dal presidente del Comitato olimpico, Christian Forcellini, con i Segretari di Stato allo Sport, Rossano Fabbri, e all’Istruzione, Teodoro Lonfernini, che hanno avuto parole d’elogio per lui e le imprese che sta facendo in Formula Uno, tra migliaia di persone galvanizzate.

EMOZIONI. «È davvero bello – ha detto il ventenne leader del Mondiale – vedere così tanti ragazzini e cercare di dargli un po’ di motivazioni in più per inseguire i propri sogni. Cerco comunque sempre di essere un buon esempio, soprattutto al di fuori della pista, e di trasmettere i valori della vita che ho imparato sin da piccolo». Una scelta di vita tra l’ambiente e la pista: «Mi sono trasferito da poco più di un anno a San Marino e mi trovo bene in questa realtà così tranquilla. Quando ho tempo resto volentieri e ne apprezzo sempre più la dimensione anche restando a casa. Mi aiuta pure nel mio lavoro e nei successi che sto ottenendo».

MISSIONE BAKU. Kimi ha le idee chiare sul futuro: «Voglio continuare a fare bene, i miei sogni sono vincere questo Mondiale e diventare uno dei più grandi piloti di tutti i tempi. La strada è lunga, ma l’impegno è questo. Per me lo sport è vita, credo che mi abbia fatto diventare la persona che sono oggi. Da piccolo sognavo e volevo questo. Non sarei la persona che sono adesso senza lo sport con la mia famiglia e il team». Baku è la prossima tappa con gli ultimi nove gran premi che l’aspettano: «Senza strafare voglio cercare il meglio in ogni weekend e divertirmi, perché alla fine è molto importante anche cercare di divertirsi il più possibile in ciò che si fa. Ho la fortuna di poter fare come professione quello che amo. È importante che mi diverta. Quello che ho sognato sin da bambino era diventare un pilota di Formula Uno. Fa la differenza anche prendere le cose con più leggerezza. Cerco di fare del mio meglio ogni volta che vado in pista».

NON È DECISIVA. Non pesano le pressioni: «Resto nel presente e non guardo oltre, preoccupandomi di fare il meglio possibile sul momento. La pressione puoi vederla in due modi, come una cosa negativa o positiva. Io la vedo come possibilità di brillare, mi piace stare sotto pressione. A Monza nelle qualifiche, sapendo che non potevo giocarmi la pole, non avevo pressione ed è stata una sensazione molto strana, mentre a Madrid quando sai che devi giocare il tutto per tutto alla fine è molto bello. Provo a fare sempre buon uso delle pressioni». A Baku si potrebbero chiudere i giochi? «Penso di no, credo che ci voglia ancora qualche gara. È una bella pista, sarà tosta e penso di poter fare molto bene».

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