di Massimo Boccucci
REPUBBLICA DI SAN MARINO – Il ragazzo che fa sognare tutti, soprattutto perché gira tranquillamente fermandosi a parlare con tutti, firmando autografi e facendo selfie nel regalare sorrisi. Il bagno di folla a San Marino tutto per Kimi Antonelli che oggi (sabato 19 settembre) in tarda mattina ha inaugurato, con le istituzioni sammarinesi, la ventottesima edizione di Sport in Fiera, la rassegna multidisciplinare che con il coinvolgimento delle 35 Federazioni sportive offre l’opportunità ai bambini, gli adolescenti e le famiglie di conoscere da vicino e provare le attività sul territorio della Repubblica più antica (fondata nel 301 dopo Cristo) e piccola (61 chilometri quadrati) del mondo. È stato accompagnato dal presidente del Comitato olimpico nazionale Sammarinese, Christian Forcellini, con i Segretari di Stato allo Sport, Rossano Fabbri, e all’Istruzione, Teodoro Lonfernini.
Casa sua
«È bello – ha detto Antonelli – vedere così tanti ragazzini e cercare di dargli un po’ di motivazioni in più per inseguire i propri sogni. Cerco comunque sempre di essere un buon esempio per loro, soprattutto al di fuori della pista, e di trasmettere anche i valori della vita che ho imparato sin da piccolo. Bello poter condividere questo momento con loro». Il suo racconto tra ambiente e pista: «Mi sono trasferito da poco più di un anno e mi trovo da bene in questa realtà molto tranquilla. Quando ho tempo sto volentieri a San Marino e apprezzo sempre più la dimensione restando a casa. Mi sta aiutando anche nel mio lavoro e nei successi che sto ottenendo. Sto facendo bene e voglio continuare così».
Gli obiettivi
Sa cosa vuole: «I miei sogni sono vincere questo Mondiale e diventare uno dei più grandi piloti di tutti i tempi. La strada è lunga ma l’impegno è questo. Per me lo sport è vita, credo che mi abbia fatto diventare la persona che sono oggi. Da piccolo sognavo e volevo questo. Non sarei la persona che sono adesso senza lo sport, la mia famiglia e il team». C’è un piano per gli ultimi 9 gran premi? «Senza strafare voglio cercare di fare il meglio in ogni weekend e divertirmi, perché alla fine è molto importante anche cercare di divertirsi il più possibile in quello che si fa. Ho la fortuna di poter fare come professione ciò che amo. È importante che mi diverta. Quello che ho sognato sin da bambino era fare il pilota di Formula Uno. Fa la differenza anche prendere le cose con più leggerezza. Cerco di fare del mio meglio ogni volta che vado in pista».
Baku nel mirino
Quanto pesano le pressioni: «Penso a restare nel presente e non guardo oltre, per fare il meglio possibile sul momento. La pressione puoi vederla in due modi, come una cosa negativa o positiva. Io la vedo come possibilità di brillare, mi piace stare sotto pressione. A Monza nelle qualifiche, sapendo che non potevo giocarmi la pole, non avevo pressione ed è stata una sensazione molto strana, mentre a Madrid quando sai che devi giocare il tutto per tutto alla fine è molto molto bello. Provo a fare sempre buon uso delle pressioni». Baku tappa decisiva? «No, penso che ci voglia ancora qualche gara. È una bella pista, sarà tosta e penso di poter fare molto bene».