di Massimo Boccucci
L’età è solo un numero, sembra fatto apposta per Nemanja Matic che ha compiuto 38 anni lo scorso il 1° agosto e nessuno se ne accorge quando lo vede muoversi sul campo dove imposta, ricuce e ha le giocate. Insomma, il centrocampista serbo sembra nel pieno della maturità. L’ottima pagella, nel Sassuolo che all’ultimo tuffo ha piegato la Juventus 3-2 dopo averla costretta a inseguire per due volte, lo ha giustamente definito centro di gravità del Sassuolo dal passo sicuro ed esperto, l’uomo taglia e cuce che illumina come sul vantaggio di Esposito.
Fin qui 4 presenze per 334’ giocati e un assist, appunto contro i bianconeri, dopo le 34 con un gol e un passaggio decisivo nella stagione passata quando è arrivato in neroverde a sorpresa e circondato da tanta curiosità.
LA CHIOCCIA. Lo si vede come una chioccia, ma in realtà Matic è molto di più perché bada benissimo a sé stesso ed è straordinariamente funzionale al gioco di squadra. Lo vedi farsi interprete delle due fasi e capace di esaltare il collettivo e di mettere i compagni nelle condizioni di crescere, soprattutto i giovani. La Juve c’ha capito poco nel tenerlo a freno, lui ha spadroneggiato.
Alberto Aquilani se lo godeva compiaciuto dalla panchina. «Sono stato fortunato – ha confessato il tecnico domenica sera dopo l’esaltante vittoria -, perché incontri campioni come Matic non solo in campo ma anche negli allenamenti e nella curiosità di proporre qualcosa di diverso. Lui è un top player sotto questo punto di vista».
RIFERIMENTO SPECIALE. L’ambiente lo ha adottato e lui si è integrato alla perfezione, dimostrando a tutti che l’anagrafe non va in campo. Quando i compagni parlano di lui tirano fuori il meglio del repertorio che si possa immaginare nell’elogiare. L’ha fatto nella settimana che ha preceduto la sfida con la Juve e dopo il successo anche il fantasista Vasilije Adzic: «Matic mi ha fatto i complimenti. Lui è una persona straordinaria che mi aiuta tantissimo. Ha un’esperienza incredibile e noi giovani vogliamo diven tare come lui che ha giocato in Premier per 9 stagioni. Mi aiuta sotto tutti gli aspetti, voglio migliorare e prendere il meglio da lui. Sono contento di crescere con lui e gli altri». Quando un giocatore suscita così tanta ammirazione vuol dire che ha seminato molto e bene.
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