di Massimo Boccucci
Fa lo spiritoso Cristian Chivu quando, presentando la terza giornata di campionato, gli vengono fatti notare gli incroci Inter-Napoli e Juventus-Milan. «Scontri diretti? L’anno scorso – ha detto il tecnico interista – sono finite tanto indietro».
I tifosi delle altre squadre gli ricordano con estrema facilità Arbitropoli, tra le intercettazioni imbarazzanti, e un’inchiesta che il mondo non nerazzurro definisce insabbiata a differenza di quanto successe vent’anni fa.
Se si voleva mettere un po’ di pepe sulla derelitta Serie A, sicuramente Chivu c’è riuscito. Chissà come la prenderà sul campo Max Allegri, che oggi alle 18 è pronto a sfidarlo per provare a rialzarsi dalla sconfitta al San Paolo contro il Como, dopo Fiorentina-Torino di scena alle 15, con Fabio Grosso e Ignazio Abate chiamati a scuotersi perché entrambi al palo.
Il sabato si chiuderà alle 20.45 con Roma-Atalanta che fa ritrovare il passato a Gian Piero Gasperini e un derby personale a Maurizio Sarri, che la stagione ha perso all’andata e al ritorno.
La domenica, attraversata da Frosinone-Venezia e Parma-Monza alle 15 fino al derby delle 18 con Bologna e Sassuolo al Dall’Ara, porta dritta alla classica tra Juve e Milan, che sono partite bene nella consapevolezza che questo confronto potrà aggiungere molto su situazioni e aspirazioni, per quanto sia soltanto all’inizio della stagione.
I posticipi del lunedì metteranno di fronte Cagliari e Lecce alle 18.30, con a seguire la Lazio di Rino Gattuso impegnata alle 20.45 a Udine, nel segno di Davide Frattesi decisivo per spingerla a punteggio pieno.
Questo turno di campionato introdurrà l’avventura europea delle italiane, a cominciare da Real Madrid-Inter e Napoli-Arsenal che porteranno su una dimensione diversa. La Serie A è ridotta ai minimi termini, tra continui scandali e la povertà tecnica. Le coppe sono un mezzo campionato o, se preferite, una Superlega mascherata. L’Italia compete ai massimi livelli in tante discipline sportive. Meno che nel calcio.