www.ilmessaggero.it 3 settembre 2026

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di Massimo Boccucci

TARANTO – Effetti speciali, anche di più tra luci, musica, colori, spettacolo ed entusiasmo sugli spalti dello stadio Erasmo Iacovone che con 17mila sugli spalti ha appena finito di ospitare la cerimonia di chiusura della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. «Mediterraneo in festa»: questo il tema dell’ultima serata (giovedì 4 settembre), sulla quale ha aleggiato a tratti un gradevole venticello, seguita in tribuna dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Lo spazio centrale del campo di gioco dello Iacovone, concepito dal direttore artistico e regista Angelo Bonello insieme allo scenografo Luigi Maresca, è stato fatto diventare una piazza contemporanea del Mediterraneo, un luogo nel quale la comunità può riunirsi intorno alla musica.

I colori emozionano

Le luminarie pugliesi sono diventate subito uno degli elementi identitari fondamentali con l’identità orgogliosa dell’Italia del Sud con un linguaggio spettacolare contemporaneo fra tradizione e modernità con la tecnologia che dialoga tra led, luci e scenografie nell’incontro con il patrimonio artigianale pugliese conosciuto in tutto il mondo. Rossella Brescia ha aperto lo spettacolo che ha avuto il primo momento musicale con la taranta dei Terraross. Poi, la cantante Karima, accompagnata dall’Orchestra Giovanile della Magna Grecia, e la sfilata delle 26 delegazioni olimpiche che hanno partecipato ai Giochi. Hanno portato la bandiera italiana Angela Andreoli e Francesco Condemi, l’una argento a squadre a Parigi 2024, plurimedagliata agli Europei e ai Giochi del Mediterraneo, oro a squadre proprio a Taranto 2026, e l’altro capitano del Settebello, argento al Mondiale, bronzo all’Europeo, vincitore della World Cup 2022 e oggi d’oro contro il Montenegro. Tutto lo stadio ha cantato l’inno nazionale e il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, è salito sul palco per il passaggio di consegne al Kosovo, consegnando la bandiera al sindaco di Priština, Përparim Rama, che ospiterà la prossima edizione nel 2030.

Il trionfo di Ferrarese

Applausi ripetuti e anche uno striscione per Massimo Ferrarese, presidente del Comitato organizzatore e commissario straordinario: «Quello che abbiamo vissuto in questi giorni resterà acceso a lungo nei nostri cuori e lascerà un’eredità straordinaria. Il nostro mare, il Mediterraneo, non è mai stato una cesura e deve continuare a essere un ponte che unisce. Le sponde di tre continenti si sono incontrate qui, abbiamo visto grandi prestazioni, medaglie vinte e sogni realizzati. Ma abbiamo visto qualcosa che vive ancora di più: avversari stringersi la mano, abbracciarsi sul podio. Abbiamo visto ragazzi e ragazze provenienti da Paesi, culture e storie diversi, riconoscersi nel linguaggio dello sport. Lo sport non cancella le differenze, ma ci ricorda che prima di essere diversi siamo tutti parte della stessa comunità umana. E allora voglio dire grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo viaggio. Non è stato solo un evento sportivo, ma la dimostrazione che quando una comunità vuole realizzare un sogno e lo fa lavorando tutti insieme, quel sogno si realizza». Mehrez Boussayene, vicepresidente con funzioni di presidente del Comitato internazionale Giochi del Mediterraneo, ha esclamato «Viva i Giochi del Mediterraneo, viva il Mediterraneo», salutando in lingua italiana. A seguire la musica di Moses Cansas e i Rockin’1000, con 300 musicisti e 44 cantanti in prima linea, diretti da Angelo Bonello e Francesco Paolo Conticello.

Omaggio a Modugno

Il momento di Serena Autieri ha illuminato l’atmosfera con l’omaggio a Mimmo Modugno, figlio della terra pugliese per i natali a Polignano a Mare, per l’interpretazione apprezzatissima di Meraviglioso, accompagnata dall’Orchestra Giovanile della Magna Grecia. Gli straripanti Rockin’1000 si sono scatenati e il pubblico si è fatto volentieri trascinare soprattutto sulle note di Hey Jude dei Beatles. Il modo migliore per rendere onore al Mare Nostrum con il tocco finale del tricolore.