www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 19 agosto 2026

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di Massimo Boccucci

«Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!», chissà se l’invocazione che William Shakespeare mette in bocca al Re Riccardo III che, sconfitto nella battaglia di Bosworth Field, cerca disperatamente un cavallo per sfuggire alla morte, potrebbe contemplare che il cavallo migliore poteva essere solo Varenne.

Tra i campioni che avrebbero potute raccontarne tante e che tutti i giornalisti avrebbero intervistato volentieri, c’è sicuramente Varenne. Come si suol dire, gli manca solo la parola. Gli è mancata soltanto quella, in effetti.

È morto il trottatore più grande di tutti i tempi. Aveva raggiunto la straordinaria età di 31 anni, aveva oltre duemila figli. L’annuncio è arrivato dal profilo social Varenne official: «Con immenso dolore, vi comunichiamo la notizia della scomparsa di Capitano. Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco. Siamo devastati dalla notizia ricevuta e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan, mentre volava verso le sue vittorie. Le ali di Varenne – viene sottolineato – lo hanno portato altrove. Corri libero per sempre e rimani per sempre il nostro Capitano. Che la terra ti benedica. Con tanto amore. Raggiungi Enzo lassù». 

Di solito per i cavalli da corsa l’età cambia al primo gennaio di ogni anno, per motivi legati ai regolamenti. Per le star come Varenne c’è l’eccezione: è nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, nell’allevamento di Sandro Viani, figlio della fattrice Ialmaz e dello stallone americano Waikiki Beach, morto a 37 anni nel 2021.

Dal 1998 al 2002 ha scritto la storia più importante del trotto: ha vinto 51 Gran Premi in tutto il mondo, 6 milioni e 300 mila euro di premi e un totale di 62 successi in 73 corse.

Ha trascorso gli ultimi anni a Eboli, in provincia di Salerno, nell’allevamento di Dario De Angelis. Il suo proprietario, Enzo Giordano, era scomparso a Napoli il 2 maggio dell’anno scorso. Negli anni, Varenne ha ispirato film, documentari, reportage.

Aveva tutto: velocità, carattere, forza, coraggio e fame di vittorie. A 6 mesi, dopo lo svezzamento, venne comprato da Jean Pierre Dubois che lo portò con sé in Francia. Nella prima corsa, a Bologna nell’aprile 1998, venne squalificato perché ruppe di galoppo perdendo la regolare andatura del trotto prevista dal regolamento, mentre stava letteralmente volando, così come la squalifica l’ha frenato pure nella sua ultima corsa in carriera, il Trot Mondial di Montreal.

Il suo talento conquistò tutti e si scatenò l’asta per acquistarlo. Se lo aggiudicò Enzo Giordano a 180 milioni delle vecchie lire, consegnati dal driver Giampaolo Minnucci a Rimini a un emissario di Dubois. Varenne fu trasferito a Tor San Lorenzo, sul litorale romano, nelle scuderie dell’allenatore finlandese Jori Turja che lavorava assieme a Minnucci. A Tordivalle, nell’ottobre 1998, Varenne s’impose nel Derby e l’anno dopo vinse 14 corse su 14, con l’acuto al Gran Premio delle Nazioni di San Siro, quando surclassò la regina americana Moni Maker.

Celebrare tutto sa d’infinito e dopo il ritiro è diventato uno stallone ricercatissimo. Dal 2004 in poi ha avuto oltre duemila figli che hanno vinto oltre 250 Gran Premi in Europa e negli Stati Uniti. Lui ha raccontato tutto con le gesta, noi lo facciamo con la parola.  Ciao campionissimo.