IL PERSONAGGIO
GUBBIO Una scelta di relax. La quiete che ispira la pace in una zona che piace a Tony Shafrazi. Il famoso mercante d’arte, gallerista e artista statunitense di origine iraniana ha scelto Gubbio per rilassarsi, si fa vedere tranquillamente in città e per quanto è dato sapere avrebbe affittato una bella villa privata. Si gode il meglio dell’estate portando benissimo i suoi 83 anni. Al suo nome è legata una grande e lunga storia fatta anche di battaglie civili. È il proprietario della Tony Shafrazi Gallery a New York, che ospita opere di artisti come Francis Bacon, Keith Haring e David LaChapelle. Tra i suoi clienti figurano Donald Trump e Larry Silverstein. Viene citato da Madonna nel terzo singolo Danceteria (canzone) del suo quindicesimo album Confessions II. Madonna canta che la Tony Shafrazi Gallery era frequentata regolarmente da lei e da altri noti creativi newyorkesi come Keith Haring e Kenny Scharf.
È nato ad Abadan, in Iran, da genitori armeni iraniani, ha studiato in Inghilterra dove l’ha portato tredicenne suo padre, dirigente di una compagnia petrolifera. È salito alla ribalta della cronaca il 28 febbraio 1974 quando ha imbrattato con vernice spray il dipinto Guernica di Picasso, del 1937, esposto al Museum of Modern Art, con la scritta “Kill lies all” a lettere alte un piede. Scrisse deliberatamente quella frase ambigua invece di “All lies kill” come allusione al romanzo di James Joyce del 1939, Finnegans Wake, in modo che potesse essere letta da qualsiasi angolazione. Quando una guardia lo afferrò, Shafrazi gridò di chiamare il curatore. La vernice si è rimossa facilmente poiché il dipinto era ricoperto da uno spesso strato di vernice. Si ritiene che Shafrazi stesse protestando contro l’annuncio, avvenuto il giorno prima, del rilascio su cauzione del tenente statunitense William Calley, allora agli arresti domiciliari in seguito alla condanna, nel 1971, per il suo ruolo nel massacro di My Lai in Vietnam.
Nel 1979 aprì la sua prima galleria a New York e in pochi anni si fece un nome gestendo talenti come Donald Baechler e artisti di graffiti allora in voga come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Kenny Scharf. Negli anni ’80 ha ospitato numerosi artisti di varie tendenze, tra i quali William S. Burroughs, Patrick Caulfield, Mark Dagley, Gerard Hemsworth, Michael Heizer, Olivier Mosset e Keith Sonnier, insieme ad artisti europei come Brian Clarke, Enzo Cucchi, Hervé Di Rosa e Jean-Charles Blais. Nel 1999 la tenuta di Francis Bacon scelse Shafrazi come suo rappresentante negli Stati Uniti. Nel 2004 la galleria aprì un altro spazio sulla 26th Street con una grande mostra di dipinti di Picasso, Francis Bacon e Jean-Michel Basquiat. Shafrazi è anche attivamente coinvolto nel sostegno a Children of Armenias Fund, un’organizzazione benefica che promuove le comunità rurali in Armenia.
Massimo Boccucci