di Massimo Boccucci
Nadia e Gimbo le due facce felici e sorridenti dell’atletica italiana, entrambi quattro volte campioni d’Europa. Che spettacolo, che meraviglia queste due medaglie d’oro a Birmingham. Battocletti e Tamberi hanno scritto un’altra pagina di storia dello sport azzurro, nella serata della vigilia di Ferragosto che ha lanciato l’Italia in testa al medagliere dopo 5 giornate di gare con 5 ori, 2 argenti e 3 bronzi.
Va di corsa Nadia, diventata la prima italiana a vincere 4 medaglie d’oro europee all’aperto. La ventiseienne trentina delle Fiamme Azzurre si è imposta ieri sera anche nei 10.000 metri con 31 minuti 41 secondi e 17 centesimi. L’azzurra entra nella storia anche per essere la prima di sempre a realizzare la doppia-doppietta 5.000 e 10.000 metri in 2 edizioni consecutive degli Europei.
Allenata dal padre Giuliano, ex mezzofondista e maratoneta, Battocletti si è consacrata in pista nell’estate 2024 durante le Olimpiadi di Parigi: prima il 4° posto nei 5.000, poi l’argento nei 10.000. Da allora non si è più fermata: in carriera ha vinto anche 3 medaglie ai Mondiali, ossia l’argento e bronzo nel mezzofondo l’estate scorsa a Tokyo, oro a marzo nei 3.000 metri piani indoor; poi 12 agli Europei di cross e 2 agli Europei su strada.
Sono fin qui 10 gli italiani capaci di bissare un titolo agli Europei outdoor: da Marcell Jacobs sui 100 metri nel 2022 e 2024 a Pietro Mennea nei 200 metri del 1974 e 1978; da Gelindo Bordin con la maratona del 1986 e 1990 a Eddy Ottoz sui 110 ostacoli nel 1966 e ’69; da Abdon Pamich nella 50 chilometri di marcia del 1962 e 1966 a Gianmarco Tamberi col salto in alto nel 2016, 2022, 2024 e 2026; da Leonardo Fabbri nel getto del peso nel 2024 e 2026 ad Adolfo Consolini nel lancio del disco del 1946, ‘50 e ’54; da Libania Grenot sui 400 metri nel 2014 e 2016 alla spettacolare Nadia Battocletti nei 5.000 e 10.000 del 2024 e 2026.
Gimbo, l’eroe di Tokyo che guarda a Los Angeles, dopo 14 anni era ancora lì, in una finale dell’alto agli Europei: per la settima volta consecutiva. Helsinki 2012 (5° posto), Zurigo 2014 (7°), Amsterdam 2016 (oro), Berlino 2018 (4°), Monaco di Baviera 2022 (oro), Roma 2024 (oro), Birmingham 2026 (oro). Sono le tappe di un cammino senza eguali. In Finlandia era un ventenne all’esordio in Nazionale, adesso è uomo dalle mille esperienze, capitano azzurro e papà di Camilla, che proprio ieri ha compiuto un anno seguendo la sua performance in tribuna con la mamma, dove non partiva favorito. Tamberi è volato a 2,34 e non c’è riuscito l’ucraino Doroshchuk d’argento, con il ventenne Matteo Sioli di bronzo dopo essere stato costretto a fermarsi per un infortunio muscolare e il cui futuro è tutto suo.
L’acuto azzurra in pista l’ha riservato Fausto Desalu che nei 200 metri ha conquistato il bronzo al fotofinish. «Per me vale tanto – ha confessato al settimo cielo -, è il coronamento alla mia carriera. Dal 2013 sono in Nazionale e finalmente ho ottenuto un metallo che per me è come se fosse oro».