SERIE C
GUBBIO Un altro tassello del mosaico rossoblù è andato al suo posto con l’ufficializzazione del portiere Leonardo Marson, 28 anni di Udine, cresciuto nei settori giovanili di Milan, Palermo e Sassuolo militando in carriera con Olbia, Cesena, Vibonese, Cosenza e Avellino, fino a vantare anche quattro presenze nelle nazionali giovanili azzurre. La scelta è caduta su di lui dopo alcuni giorni di lavoro condiviso con il gruppo e l’utilizzo nel triangolare con Pietralunghese e Pontevecchio. Fin dall’inizio Marson ha convinto Mimmo Di Carlo con il direttore sportivo Mauro Leo e l’allenatore dei portieri Massimo Prete, per questo sono maturate le condizioni per il tesseramento con contratto fino a giugno 2027. È lui che affianca Nicola Bagnolini, il ventiduenne tornato dal Bologna dopo aver rinnovato il prestito per questa stagione e che parte titolare per il fatto che è un under e ha fatto vedere di essere in possesso di buone qualità. Domani a Pineto, per la prima di Coppa Italia alle ore 21, sarà Bagnolini a difendere la porta rossoblù con la curiosità per vedere quanti dei nuovi saranno pronti e disponibili tra problematiche varie, come le condizioni fisiche di Carraro che tengono in ansia.
Intanto il settore giovanile, sotto la direzione del dirigente Federico Mariotti, ha preso un ragazzo che si presenta con un exploit oltremodo significativo: si chiama Cristian Rossi, classe 2012, attaccante arrivata dalla Moglianese, formazione marchigiana con la quale nell’Under 15 ha messo a segno qualcosa come 66 reti nella passata stagione. Questo numero impressionante di gol non è passato inosservato e ha indotto il Gubbio a farsi avanti per averlo bruciando la concorrenza. Con le giovanili approda anche un altro talento: il difensore centrale Alessandro Cerimonia classe 2012, preso dallo Junior Carpine Magione, che viene da un’esperienza come sotto età nel campionato Regionale A1 Giovanissimi Under 15. «Un percorso che raggiunge – scrive il club magionese sui social – un traguardo straordinario. Per la nostra società è motivo di grande orgoglio. Vedere un ragazzo cresciuto nella nostra famiglia raggiungere un contesto di questo livello è la conferma della bontà del lavoro quotidiano».
Massimo Boccucci