Il Messaggero edizione nazionale 12 agosto 2026

LA PRESENTAZIONE

CASCIA Quando senti il rock dei Maneskin mandato a tutto volume, col brano “Zitti e buoni” che ha vinto nel 2021 il Festival di Sanremo e l’Eurovision Song Contest, capisci che Daniele Orsato fa sul serio. Ha scelto di suonare una carica mai vista prima d’ora, per chiudere ieri mattina il raduno degli arbitri della Can nel salone del Grand Hotel Elite, sulle colline umbre della Valnerina a Cascia, in provincia di Perugia. Certe strofe sono rimbalzate dirompenti in un video emozionale, tra i ripetuti applausi scroscianti dei presenti. Non era casuale, evidentemente, quel pezzo musicale, visti l’impatto e il messaggio in codice leggendo le parole del testo: «Vi conviene non fare più errori. Vi conviene stare zitti e buoni. Qui la gente è strana tipo spacciatori. Troppe notti stavo chiuso fuori. Sono fuori di testa, ma diverso da loro. E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro. Siamo fuori di testa, ma diversi da loro». Chiaro, no?

Non c’erano, per impegni oltre confine, gli internazionali Mariani, Maresca, Chiffi e Colombo, oltre a Doveri e Di Bello, che sarà al Var stasera a Salisburgo nella Supercoppa Uefa tra Psg e Aston Villa. C’erano gli altri internazionali Sozza, Marchetti e Marcenaro, con all’Open Day il vicepresidente vicario dell’Aia, Francesco Massini, il vicepresidente Michele Affinito, e il direttore tecnico Domenico Messina. «Riportare l’arbitro al centro della partita e utilizzare il Var come supporto eccezionale – ha detto Orsato -, limitandone l’intervento ai casi di chiaro ed evidente errore». Una linea che segue le indicazioni internazionali: «Uefa e Fifa hanno ribadito il concetto di chiaro ed evidente errore». Non ci sono rivoluzioni ma soluzioni per contribuire a migliorare il calcio: «Non dobbiamo fare proclami, applicheremo il regolamento visto al Mondiale. L’arbitro parla solo con il capitano e si vogliono ridurre al massimo le perdite di tempo per aumentare il gioco effettivo, come interesse di tutti. Non dipende da chi dirige se c’è da fischiare più o meno, ma dai giocatori e dall’approccio delle squadre. Abbiamo lavorato tanto questa settimana sul capire le dinamiche di gioco e per avere sul terreno la fiducia e la credibilità da parte dei calciatori e degli allenatori».

NUOVA FIGURA

Orsato è il designatore, erede di Rocchi, ma il diretto interessato preferisce diversamente: «Chiamatemi allenatore, sono orgoglioso dei ragazzi che ho trovato seri e motivati. Se sbagliano prendetevela con me che li alleno. Cerco di allenarli e di portare la mia esperienza avuta in campo internazionale e nazionale. Di Orsato arbitro non voglio vedere nulla da quando l’anno scorso ho cambiato ruolo, ma trasmetto la mentalità, l’impegno e il sacrificio che ha trasmesso a me chi ho incontrato». Sa quel che si trova a gestire: «Si può leggere nei loro occhi che vogliono arrivare a fare le grandi partite. I ragazzi hanno lavorato tanto, sotto tutti gli aspetti. Dietro ogni arbitro e assistente c’è una storia. L’arbitro venga criticato dopo la partita, ma non prima».

COMUNICAZIONE

Un codice etico per i rapporti esterni e l’uso del cellulare? «Non c’è niente da adottare perché non c’è niente di cui ci dobbiamo vergognare che sia stato fatto in passato. Per cui non adotteremo alcuna misura». Una novità sulla comunicazione c’è: «L’unico punto di riferimento per i media sarà il direttore tecnico Messina. Quest’anno l’Aia per la prima volta ha deciso di avvalersi di una figura così. Saremo trasparenti come in passato a spiegare quello che succede in campo».

Massimo Boccucci