di Massimo Boccucci
Tornare a Cesena è la prima cosa che vuole fare, dopo la programmata visita medica di controllo in Germania passato Ferragosto. Ha prenotato un posto in tribuna al “Manuzzi” per il debutto dei bianconeri in campionato contro la Sampdoria, il 23 gennaio alle 21. Jonathan Klinsmann, figlio di Jurgen, aprirà la sua stagione tornando a respirare l’aria romagnola nel percorso che lo riporterà in campo. Il 29nne portiere è tornato a parlare dopo il grave infortunio del 18 aprile scorso a Palermo, per la frattura della prima vertebra cervicale e il delicato intervento chirurgico a Heidelberg.
IL RITORNO. «Non so ancora quando potrò tornare a giocare – ha detto a The Athletic, inserto sportivo del New York Times -, l’osso deve saldarsi e poi dovrà ricompattarsi una volta tolte le viti. Ora non ho più il tutore e la mobilità del collo sta lentamente tornando alla normalità». Il punto nel prossimo consulto con il dottor Stefan Hemmer: «Poi scenderò a Cesena, è positivo che mi vedano perché molte persone erano preoccupate per me. Essere lì, sorridere e far sapere a tutti che sto bene è una bella cosa. Abbiamo Diamanti nuovo allenatore e voglio presentarmi. Il mio non è un infortunio da cui si vuole avere fretta di tornare in campo, devo ricordarmi che il rischio non vale la pena».
LA SPINTA. Il padre Jurgen lo spinge verso il futuro che verrà: «Tornerà più forte di prima – confessa l’ex bomber -, si lascerà tutto alle spalle. Sarà presto a Cesena e spero di arrivare anche io a metà settembre». Il ragazzo ricorda tutto: «Credevo che fosse una commozione cerebrale. Avevo la testa sanguinante, ma non ho mai perso conoscenza». Non gli è stato nascosto nulla delle condizioni: «Sono stato vicino a non giocare mai più, a non camminare più. All’inizio ho capito che la stagione era finita e non avrei potuto giocare il Mondiale. Supererò anche questa, mi sono detto. È andata male, ma sarebbe potuta andare incredibilmente peggio».
LA REAZIONE. Ha avuto la fidanzata al suo fianco, ha visto con lei dagli spalti i suoi compagni degli Stati Uniti battere 4-1 il Paraguay, quindi Francia-Svezia, Brasile-Norvegia e Svizzera-Bosnia. «Nella Svizzera gioca Cédric Itten – ha raccontato -, mio ex compagno al San Gallo. Non lo chiamarono per il Qatar e venne da me in California per riprendersi. Vedendolo entrare in campo con la Bosnia ero felice per lui e mi sono detto che noi calciatori siamo fortunati. Ho pensato che ho una bella vita, un bel lavoro. Ho avuto un grande spavento, ma sono sano e posso tornare a fare quello che facevo». Ecco la sua reazione più bella.
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