di Massimo Boccucci
La Senna ha una sirenetta azzurra. Ginevra Taddeucci ha conquistato ieri nel cuore di Parigi uno strepitoso oro nella 10 chilometri femminile degli Europei. Questo trionfo vale la 100ª medaglia continentale nella storia del nuoto di fondo azzurro. Un successo, quindi, dal valore simbolico speciale per l’atleta che proprio nelle stesse acque parigine, due anni fa, aveva ottenuto il bronzo olimpico.
Alle sue spalle l’ungherese Viktoria Mihalyvari Farkas, mentre l’altra azzurra Linda Caponi ha completato la festa italiana con uno splendido bronzo al debutto a questi livelli. Per l’Italia si tratta del terzo oro nella specialità olimpica del fondo dopo quelli di Martina Grimaldi e Rachele Bruni in passato.
Parigi per Taddeucci è sempre stata speciale: nella capitale francese ha ottenuto il primo podio in Coppa del Mondo, seguito dal bronzo olimpico e l’oro europeo. «Sono felice – ha detto la campionessa toscana ventisettenne -, la medaglia d’oro nella 10 chilometri era l’unica che mi mancava, perché avevo vinto l’oro nella 5 chilometri». Lapidaria sulle condizioni della Senna: «Sporca – ha sentenziato -, c’era un po’ di tutto e ai Giochi olimpici 2024 era meglio». Ai francesi, evidentemente, piace sbagliare e anche perseverare nell’errore.
Il medagliere dell’Italia agli Europei 2026 continua a crescere con 14 medaglie, di cui 5 d’oro, 4 d’argento e 5 di bronzo, che portano a oggi il secondo posto dietro la Gran Bretagna che conta 6 ori, un argento e 3 bronzi.
L’avventura azzurra prosegue tra le soddisfazioni, come la prestazione di Ginevra Taddeucci, che ha costruito la vittoria con lucidità e pazienza. Per gran parte della gara è rimasta nelle prime posizioni, controllando l’ungherese e studiando le traiettorie migliori in un campo gara stretto e poco adatto alle fughe. Già nel quinto giro aveva provato ad aumentare l’andatura, facendo intuire di avere il cambio di marcia giusto. Il vero attacco è arrivato nel penultimo passaggio, quando l’azzurra ha preso il comando, ha allungato il gruppo e nell’ultimo giro ha progressivamente guadagnato il margine decisivo. Nel tratto conclusivo non ha lasciato spazio alle rivali, entrando nell’imbuto d’arrivo con un vantaggio netto e chiudendo in 2 ore 7 minuti 49 secondi e 9 decimi.
La prestazione di Linda Caponi ha completato il capolavoro tattico. Sempre vicina alle migliori, l’azzurra non ha sprecato energie nelle fasi centrali e ha saputo rispondere quando la gara si è decisa a metà dell’ultimo giro. Nel rettilineo finale ha difeso la terza posizione dall’assalto della spagnola Angela Martinez Guillen, facendo valere la propria velocità di base e chiudendo in 2 ore 8 minuti 3 secondi e 4 decimi.
La giornata azzurra ha riservato un altro bronzo, questa volta nel nuoto artistico, per la gara tecnica a squadre.